Il Verona gioca, spinge, costruisce, ci mette orgoglio e rabbia. Ma nel calcio, soprattutto in una stagione storta come questa, non basta. Al Bentegodi passa la Fiorentina, cinica quanto serve: decide Nicolò Fagioli all’82’, al termine di una gara in cui i gialloblù avevano fatto molto di più sul piano delle occasioni. Finisce 0-1, con un’altra serata amara per l’Hellas, fermo all’ultimo posto e sempre più vicino al ritorno in Serie B.
La fotografia del pomeriggio è crudele: da una parte un Verona vivo, aggressivo, generoso; dall’altra una Fiorentina a lungo in apnea, salvata più volte da un ottimo De Gea e poi capace di colpire nell’unico vero affondo decisivo della ripresa. È la legge spietata di questo campionato maledetto: l’Hellas crea, spreca, resta a mani vuote. I viola invece portano a casa tre punti pesantissimi grazie alla zampata di Fagioli, servito da Harrison, con un tiro che bacia il palo e finisce in rete.
E dire che la partita si era messa sui binari giusti, almeno per atteggiamento, per la squadra di Paolo Sammarco. Il Verona ha avuto coraggio fin dai primi minuti, senza farsi schiacciare dalla classifica né dal peso di un finale di stagione sempre più cupo. La prima vera scintilla, però, è stata della Fiorentina, con la traversa colpita da Fagioli in avvio. Poi è salito di tono l’Hellas: Bernede, Belghali, Orban, Oyegoke, più volte i gialloblù hanno bussato alla porta viola, trovando davanti un De Gea decisivo e spesso determinante.
Il punto è tutto lì. Il Verona ha avuto il merito di stare dentro la partita, di farla anche a tratti, ma il grande difetto di non riuscire a trasformare la pressione in gol. E quando lasci viva una squadra esperta, anche se poco brillante, il rischio della beffa è sempre dietro l’angolo. Nel secondo tempo i gialloblù hanno continuato a provarci, anche con una buona occasione per Bowie su invito di Frese, ma senza trovare il guizzo giusto negli ultimi metri.
La mazzata è arrivata al 38’ della ripresa: ripartenza viola, palla fuori area, inserimento di Fagioli e sinistro angolato per lo 0-1. Un colpo durissimo, quasi un riassunto perfetto della stagione veronese: tanto lavoro, poca concretezza, massimo castigo al primo errore.
Nel finale è saltato tutto, anche sul piano nervoso. A gioco fermo il contatto tra Gudmundsson e Suslov ha acceso la miccia: l’arbitro ha estratto il rosso per entrambi, chiudendo una sfida già pesante con un finale tesissimo. Il dato ufficiale parla di 24.501 spettatori e di una sconfitta che pesa come un macigno, la diciannovesima stagionale per l’Hellas.
Resta il cuore, sì. Resta la dignità di una squadra che non ha mollato. Ma ormai il tempo delle buone sensazioni è finito. Servivano punti, è arrivata un’altra delusione. E adesso la Serie B non è più un’ombra lontana: è una realtà che il Verona vede da vicino, sempre più vicino.
Tabellino
Hellas Verona-Fiorentina 0-1
Rete: Fagioli 82’
Espulsi: Suslov, Gudmundsson













