Scontro politico sulla pista ciclabile di via Preare. A sollevare il caso è Luca Mascanzoni, coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia, che punta il dito contro l’assessore Federico Benini (PD) per il taglio dei tigli lungo il tracciato dell’opera finanziata con fondi PNRR.
Secondo Mascanzoni, la gestione dell’intervento presenta criticità evidenti, soprattutto sul piano della programmazione e della coerenza politica.
Le accuse: “Oggi fa ciò che criticava”
Nel mirino finisce proprio il cambio di posizione dell’assessore.
“Negli anni passati l’attuale Assessore Benini si era distinto, quando sedeva tra i banchi dell’opposizione, per le sue critiche ai tagli degli alberi che riteneva privi di giustificazione” ricorda Mascanzoni.
Oggi, però, la situazione sarebbe ribaltata:
“quanto sta accadendo in via Preare riproduce esattamente quei comportamenti che lo stesso Benini, allora consigliere, contestava con forza alle precedenti amministrazioni”.
Il nodo della perizia sui tigli
Altro punto centrale riguarda i tempi della valutazione tecnica. L’assessore ha dichiarato che la perizia sul filare di 62 tigli sarebbe stata effettuata solo all’inizio del 2025, ma il progetto della ciclabile Parona–Ponte Garibaldi risale al 2022.
Da qui il dubbio sollevato dall’esponente di Fratelli d’Italia:
“com’è stato possibile progettare un’opera di tale impatto senza considerare fin dall’inizio l’esistenza del filare di 62 tigli, se – come afferma l’Assessore – la valutazione tecnica è stata effettuata solo tre anni dopo?”
Una tempistica che, secondo Mascanzoni, evidenzierebbe una carenza nella fase progettuale.
“Nessuna alternativa al taglio”
Nel comunicato si sottolinea anche l’assenza di soluzioni alternative.
“non si comprende perché, nell’arco di questo lungo periodo, non siano state prese in esame soluzioni alternative al taglio, né siano state avviate valutazioni preventive”.
Critiche anche sulla gestione delle compensazioni ambientali:
“Appare altrettanto illogico che le piantumazioni sostitutive vengano previste solo dopo l’abbattimento, quando sarebbe stato più corretto e sostenibile procedere con nuove alberature già a regime prima di eliminare quelle esistenti”.
La conclusione: “Scelta già decisa”
Per Mascanzoni, l’intera operazione sarebbe stata gestita a posteriori:
“Il comportamento dell’Amministrazione sembra dunque fondato su una giustificazione postuma, costruita per legittimare un taglio che deriva non da una necessità improvvisa, ma da una mancanza di programmazione”.
E chiude con una stoccata politica:
“Le spiegazioni fornite oggi dall’Amministrazione appaiono come un tentativo tardivo di giustificare una scelta già presa: quella di realizzare la pista ciclabile a ogni costo”.
Un attacco diretto che riaccende il dibattito cittadino su ambiente, mobilità e gestione degli interventi pubblici.













