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Bigon (PD) accende il tema sanità: “Liste d’attesa troppo lunghe”

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Anna Maria Bigon


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Le liste d’attesa nella sanità veneta restano un nodo irrisolto. A riaccendere il dibattito è Anna Maria Bigon (Partito Democratico), che chiede interventi immediati e strutturali per garantire tempi certi nelle cure.

La consigliera regionale, prima firmataria di un ordine del giorno collegato al bilancio 2025-2027 approvato all’unanimità, punta il dito contro una situazione ancora troppo disomogenea tra i territori.

“Abbattere le liste d’attesa deve essere una priorità assoluta per la Regione Veneto. Nonostante gli strumenti e le azioni messe in campo negli ultimi anni, i dati dimostrano chiaramente che i risultati sono ancora insufficienti e disomogenei tra le diverse ULSS”.

Un sistema che non garantisce equità

Nel mirino finiscono soprattutto le prestazioni più delicate, a partire dagli interventi oncologici e dalle operazioni chirurgiche più rilevanti, che in molti casi non vengono erogate nei tempi previsti.

“Parliamo di interventi chirurgici oncologici e di prestazioni fondamentali per la salute dei cittadini che, in troppi casi, non vengono erogati nei tempi previsti. Alcuni esempi sono emblematici: percentuali molto basse di ricoveri nei tempi per interventi importanti come tumori o protesi, con forti differenze tra territori. Questo significa che il diritto alla salute oggi non è garantito in modo uniforme”.

Ma il problema non si limita alle urgenze. Anche visite specialistiche e diagnostica continuano a registrare tempi incompatibili con i bisogni dei cittadini.

“Il problema non riguarda solo le prestazioni più urgenti, ma anche la diagnostica e le visite specialistiche ambulatoriali, dove i tempi di attesa restano spesso incompatibili con i bisogni delle persone. È evidente che quanto fatto finora non basta”.

Più risorse e organizzazione

Da qui la richiesta alla Regione di intervenire già dal 2026 con risorse aggiuntive e una riorganizzazione del sistema.

“Con questo ordine del giorno, approvato all’unanimità, chiediamo alla Giunta regionale di intervenire con decisione, valutando l’investimento di ulteriori e adeguate risorse già nel 2026, nel rispetto dei vincoli di bilancio regionali, per ottenere nel più breve tempo possibile un consistente abbattimento delle liste d’attesa”.

La chiave, secondo Anna Maria Bigon, sta in un mix di investimenti sul personale, miglioramento dell’organizzazione e maggiore trasparenza nei controlli.

“Servono investimenti sul personale, sull’organizzazione dei servizi e su un sistema di monitoraggio realmente trasparente e completo. Garantire tempi certi per le cure non è solo una questione organizzativa, ma un dovere nei confronti dei cittadini veneti e un elemento fondamentale di equità del sistema sanitario pubblico”.

E il messaggio finale è netto:

“Non possiamo più permetterci ritardi: la salute delle persone viene prima di tutto”.



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