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Moussa Diarra, Sen. Matteo Gelmetti (FdI): salma ancora in ospedale, “serve chiarezza”

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Matteo Gelmetti


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A distanza di mesi dalla morte di Moussa Diarra, il caso torna al centro del dibattito pubblico veronese. Non tanto – o non solo – per le circostanze del decesso, ma per ciò che è accaduto dopo: una salma che, secondo quanto denunciato nell’interrogazione parlamentare del sen. Matteo Gelmetti (FdI), si troverebbe ancora all’interno dell’ospedale senza funerale né rimpatrio.

Un caso che solleva interrogativi

Il comunicato parla chiaro e non lascia spazio a interpretazioni: “Sul caso di Moussa Diarra, il cittadino maliano deceduto nell’ottobre 2024 a Verona, ci troviamo di fronte ad un mistero.”

Al centro della vicenda ci sarebbe la gestione della salma, che risulterebbe ancora presso l’ospedale di Borgo Trento, a mesi dal decesso. Una situazione anomala che apre interrogativi pesanti:

  • perché non è stato ancora celebrato il funerale?
  • chi ha la responsabilità della mancata sepoltura o del rimpatrio?
  • chi sta sostenendo i costi della permanenza della salma in struttura sanitaria?

Domande che, al momento, restano senza risposta.

Il nodo della dignità e delle responsabilità

Nel comunicato si insiste su un punto preciso: il rispetto dovuto alla persona deceduta.

“Serve chiarezza immediata. Serve rispetto per la dignità della persona deceduta. Serve trasparenza su responsabilità e costi.”

Parole che evidenziano come la questione non sia solo amministrativa, ma anche etica e istituzionale.

Le polemiche dopo il decesso

A rendere il quadro ancora più complesso è il contesto che ha seguito la morte di Moussa Diarra. Nelle settimane successive, infatti, alcune realtà legate ai centri sociali avevano sollevato accuse nei confronti delle forze dell’ordine, chiedendo giustizia e attribuendo responsabilità.

Oggi però – si sottolinea nel comunicato – il dibattito si sarebbe spostato, lasciando spazio a quello che viene definito “un silenzio assordante su una questione concreta e grave: un corpo che attende ancora una degna sepoltura.”

Verona chiede risposte

Il caso riapre così un fronte delicato tra gestione sanitaria, competenze istituzionali e responsabilità pubbliche.

La richiesta è netta: fare luce su quanto sta accadendo e chiarire chi deve intervenire per sbloccare una situazione che, se confermata, appare fuori dall’ordinario.

Perché, al di là delle polemiche, resta un dato: una persona deceduta da mesi senza funerale è un fatto che interpella direttamente le istituzioni. E che la città di Verona, oggi, chiede di capire fino in fondo.



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