Tra agosto e ottobre sono previste quasi 127mila nuove entrate nel mercato del lavoro veneto. Ma poco più della metà – 65.300 unità, pari al 51,5% – sarà di difficile reperimento. A dirlo è l’Ufficio studi della CGIA di Mestre, che ha analizzato i report di Unioncamere-Ministero del Lavoro e Sistema Informativo Excelsior 2024-2025.
Il problema più grave riguarda gli operai specializzati, categoria ormai “introvabile”: in media, quando la ricerca ha esito positivo, servono quasi cinque mesi per coprire la posizione. Nessun’altra figura presenta tempi e difficoltà comparabili. E nel 40% dei casi i colloqui vanno deserti: mancano proprio i candidati.
Giovani e lavoro: più tempo libero, meno sacrifici
Secondo la CGIA, le cause sono molteplici: denatalità, invecchiamento della popolazione e un divario storico tra competenze scolastiche e richieste del mondo produttivo. Inoltre, rispetto al pre-Covid, i giovani cercano lavori con più flessibilità, autonomia e tempo libero, rifiutando spesso incarichi fisicamente pesanti o nei weekend. Una tendenza destinata a consolidarsi.
I settori più colpiti
Le difficoltà maggiori si registrano nell’edilizia e nel manifatturiero. Nell’edilizia mancano carpentieri, ponteggiatori, cartongessisti, piastrellisti, palchettisti ed escavatoristi. Nel legno, ebanisti, restauratori, verniciatori e filettatori. Nel tessile-abbigliamento modellisti e confezionisti, nel calzaturiero tagliatori, orlatori e cucitori. Nella metalmeccanica fresatori, saldatori certificati, tornitori e operatori di macchine CNC.
Le province più in crisi
Il Nordest è l’area italiana più in difficoltà, con il Trentino Alto Adige che tocca il 56,5% di reperibilità difficile. Il Veneto si colloca al 51,5%, poco sopra la media italiana (47,8%).
Nel dettaglio regionale, i dati più critici riguardano Belluno (55,8%), seguita da Rovigo (54,4%) e Padova (54%). Verona si ferma al 49,2%, mentre Venezia chiude la classifica con il 47,1%.
Per il trimestre in corso, agosto-ottobre 2025, è Verona la provincia con il maggior numero di ingressi previsti: 30.600 unità, seguita da Padova (23.180) e Venezia (21.830).













