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Sopralluogo di Agsm Aim al cantiere di restauro alla Corte di Ca’ del Bue

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Il Consiglio di amministrazione di Agsm Aim ha effettuato oggi un sopralluogo al cantiere di restauro alla Corte di Ca’ del Bue. I lavori, iniziati a marzo del 2021 e affidati alla Ennio Riccesi holding srl di Trieste con la collaborazione dello studio M.P.&T. Engineering, prevedono il restauro conservativo e di consolidamento volto alla conservazione delle consistenze e dei valori culturali della Corte di Ca’ del Bue, propedeutico al successivo restauro funzionale. L’importo dei lavori è di circa 3 milioni di euro.

Importante anche la collaborazione della Soprintendenza, che ha chiesto al Gruppo Agsm Aim di adoperarsi al meglio per restituire l’importante patrimonio artistico della Corte al territorio e alla comunità.

Dopo un primo intervento nel 2017 in cui si è provveduto alla messa in sicurezza degli edifici e un secondo, nel 2019 in cui si sono restaurate le coperture di due blocchi edilizi, gli interventi attuali (che vedono il coinvolgimento anche di restauratori esperti) mirano alla conservazione e alla valorizzazione del bene artistico e termineranno entro il marzo 2025.

La prima rappresentazione cartografica della Corte di Ca’ del Bue risale al 1747 ma le sue origini come corte agricola veneta sono molto precedenti. Dall’indagine stratigrafica e storica, si ritiene che nel 1400 fosse un oratorio delle monache Benedettine di San Michele.

A fianco dell’oratorio poi, a fine del 1500, sorse la casa padronale, attribuita ai Conti Pellegrini grazie alla presenza dello stemma nobiliare di un pellegrino in un volto della casa e nella campana del campanile.

Negli anni seguenti la Corte ha sempre avuto uno scopo agricolo per la gestione dei terreni adiacenti. Nel tempo poi si è espansa e sono sorti anche gli altri edifici: la casa del fattore, dei contadini, le barchesse dei granai, l’aia, il ricovero degli attrezzi. Nel 1800 circa si ritiene che il vecchio oratorio sia stato demolito e ricostruito con quello attuale.



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