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Anteprima Caroto: in mostra a Castelvecchio i capolavori “Veritas filia Temporis” e “Madonna della Farfalla”

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Dal 13 maggio a Verona, negli spazi monumentali della Gran Guardia, apre al pubblico la grande esposizione su Giovan Francesco Caroto. E’ la prima mostra dedicata interamente all’artista, con oltre 100 opere provenienti da alcune delle più prestigiose collezioni italiane e internazionali, che presenta l’evoluzione del grande pittore, seguendolo dagli esordi giovanili al riconosciuto ruolo di artista.

Attraverso una serie di restauri sostenuti per la mostra e un’estesa campagna di analisi diagnostiche, l’esposizione diventa anche l’occasione per approfondire la conoscenza dell’operatività tecnica del pittore e degli interventi che nel corso del tempo hanno interessato le sue creazioni.

In mostra anche due dipinti presentati e visibili al Museo di Castelvecchio in anteprima. La cosiddetta Madonna della farfalla, un’opera inedita, proveniente da una collezione privata, e l’opera Veritas filia Temporis, dono della famiglia Arvedi alle collezioni dei Musei Civici di Verona.

Da oggi, 3 marzo, i due capolavori restano esposti nella Galleria Dipinti del Museo di Castelvecchio, fino al trasferimento al Palazzo della Gran Guardia, per l’apertura al pubblico della mostra fissata al 13 maggio.

Alla speciale anteprima sono intervenuti il sindaco Federico Sboarina e l’assessore alla Cultura Francesca Briani, insieme al direttore dei Musei Civici Francesca Rossi. Presenti, Alessandra Galli Arvedi, vedova del conte Pietro Arvedi d’Emilei, donatrice dell’opera insieme al figlio Federico con la famiglia. Ancora Alberto Rossetti presidente Civita Mostre e Musei fra i partner del progetto e il funzionario storico dell’arte di Palazzo Ducale Michela Zurla, fra le istituzioni pubbliche e private che collaborano all’esposizione con il prestito di opere delle proprie collezioni.

“Un sentito ringraziamento alla famiglia Arvedi per l’importante donazione – sottolinea il sindaco Sboarina –. L’opera Veritas filia Temporis, restaurata dai Musei Civici veronesi e già da oggi visibile in tutta la sua bellezza negli spazi espositivi di Castelvecchio, rappresenta infatti uno dei punti focali della grande mostra che sarà allestita alla Gran Guardia”.

“Una mostra frutto di un lungo ed importante percorso di studi e di ricerca promosso dai Musei Civici veronesi – spiega l’assessore Briani –. Un progetto scientifico che, nonostante la pandemia, ha permesso di acquisire nuove ed interessanti conoscenze sul maestro Caroto, la cui mostra, originariamente programmata per novembre 2020, poi slittata per la pandemia, aprirà al pubblico il prossimo 13 maggio”.

“La storia che ha legato la città di Verona a Giovan Francesco Caroto, uno dei suoi pittori più affascinanti e rappresentativi – evidenzia la direttrice Rossi –, negli ultimi anni si è arricchita di nuove testimonianze e significati, primo dei quali ci viene dal gesto generoso di cittadini veronesi a favore dell’artista e del Museo di Castelvecchio”.

Veritas filia Temporis. Nel 2019 è giunta alla Pinacoteca del Museo, in dono dalla famiglia Arvedi, la splendida Veritas filia Temporis (la Verità è figlia del Tempo) una grande tela ottagonale che decorava in origine la volta dello studiolo privato del gentiluomo e intellettuale veronese Giulio Della Torre. L’opera è uno dei capolavori della maturità dell’artista ed è databile all’inizio degli anni Trenta del Cinquecento.

Madonna della farfalla. Un’opera fra le più belle e più famose del pittore. Si tratta di un lavoro giovanile, un dipinto eseguito a olio su tavola, risalente agli anni 1510-1515 e al clima stilistico dell’esperienza a fianco di Mantegna e a contatto con la cultura mantovana e leonardesca. Non ne conosciamo la destinazione originaria. Essa è nota solo dall’inizio del Novecento, quando si trovava nella collezione viennese del barone Heinrich von Tucher. Dopo la morte del proprietario vagò a lungo tra collezioni private per ricomparire poi a New York e infine, negli anni Novanta, tornare di nuovoin Italia, nella collezione Martello di Fiesole. Le sue traversie tuttavia non erano finite. Trasferita nuovamente negli Stati Uniti, sembrava dispersa per sempre. Nelle ricerche effettuate per la mostra è stata finalmente rintracciata presso un collezionista privato che gentilmente ha accolto la proposta di presentarla al Museo di Castelvecchio in anticipo sulla mostra in Gran Guardia, a partire dal 4 marzo 2022, per poi esporla alla mostra.



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