Michele Croce, fondatore del movimento civico Prima Verona, già presidente di Agec e Agsm, avvocato molto noto nel Veneto, depone l’ascia di guerra e punta al buonsenso e al ragionamento cercando di mettere i puntini sulle “i” affinché i cittadini abbiano il minor danno possibile dalle nuove ordinanze del Presidente del Consiglio e invita a guardare a quanto è stato deciso in Trentino Alto Adige sui tempi di chiusura e spinge l’autonomia, cavallo di battaglia del Governatore Luca Zaia. Ecco l’intervista nella quale l’avvocato Michele Corce esprime i suoi concetti fondamentali.
Quanto deciso dal Presidente Conte a livello nazionale e dal sindaco Sboarina a livello locale immagino l’avrà resa felice. E’ pane per i suoi denti.
“Come no! Conte peggio di così per l’Italia non poteva fare e per Verona il ‘mini Conte’ lo ha seguito a ruota. Non sono d’accordo ne con l’ultimo Dpcm ne con l’ultima ordinanza ‘cervellotica’ di Sboarina. L’ordinanza del Sindaco è una follia perchè vieta lo stazionamento in piazza Bra (e non nelle altre piazze), non permette di sedersi sulle panchine e via dicendo. Non è questo il problema principale e non è così che si sconfigge il virus. Come tutti sappiamo il problema è la mancata adozione di sistemi di prevenzione, quindi è di fondamentale importanza l’utilizzo di mascherine e il distanziamento sociale. Quindi non vedo il problema di sostare in piazza Bra se non ho nessuno vicino e se sono munito di mascherina. Al sindaco piace essere sceriffo più del presidente della Campania De Luca e scimmiotta Conte. Torniamo al buon senso! Ristoranti, bar, palestre, piscine, teatri e fiere debbono restare aperti, organizzando un efficace sistema di prenotazione e di prevenzione, come già avviene”.
“Il Dpcm è semplicemente inutile, farà morire centinaia di migliaia di attività private. Occorre appoggiare il pragmatismo di Zaia e non la follia delle chiusure anticipate di Conte. A causa delle scelte inefficienti del Governo, che in questi mesi ha pensato al Mes invece di prepararsi alla seconda ondata del virus, salvando così l’economia del nostro Paese. Quindi a causa di un’impreparazione pubblica, figlia di una cattiva politica, troveremo privati che saranno costretti a chiudere le loro attività”.
Secondo lei cosa sarebbe utile fare in una situazione di questo tipo?
“Punto primo, a mio avviso, serve l’autonomia. Guardiamo per esempio il Trentino Alto Adige. La Regione ha deciso in autonomia di chiudere bar e ristoranti alle 22, assumendosi la responsabilità. In secondo luogo bisogna evitare divieti inutili che non risolvono il problema: l’obbligo di chiudere le attività alle 18 sicuramente non è una soluzione a questa situazione. Servirebbero invece maggiori controlli mirati. Terzo, evitiamo ordinanze folli come l’ultima di Sboarina che confonde anzichè aiutare”.
Cosa pensa riguardo le proteste che stanno avendo luogo in molte città italiane come per esempio quella di ieri sera in piazza Bra?
“In questo periodo così delicato risulta difficile non appoggiare le proteste, perchè scendono in piazza per il diritto alla sopravvivenza. Quindi Prima Verona sarà sempre vicina a chi protesta civilmente, l’importante è non creare danno a nessuno. Siamo dalla parte dei commercianti e delle categorie più colpite, capiamo l’esasperazione e la protesta è rimasto l’unico modo dei cittadini per farsi ascoltare da un Governo che fa finta di non sentire”.
M.P.


















