Marketing, nuove strategie di comunicazione di prodotto, sostenibilità ambientale, agricoltura 4.0: questi alcuni degli elementi di forza rappresentati dall’ingresso degli under 35 nell’agricoltura veronese. Ne è certo Claudio Valente, imprenditore agricolo da oltre 40 anni e già presidente di Coldiretti Verona, vicepresidente di VeronaFiere e consigliere della Camera di Commercio di Verona.
Valente, ha seguito sia nelle associazioni di categoria che nella propria azienda, alcuni degli aspetti strategici del rapporto tra giovani e agricoltura.
“Tra gli elementi più significativi – afferma – vi sono la formazione e l’applicazione di nuove tecnologie alle colture e alla gestione aziendale, l’utilizzo di nuovi strumenti e tecniche di comunicazione a supporto della commercializzazione dei prodotti, il delicato passaggio generazionale nelle aziende agricole a conduzione famigliare”.
E ricorda: “In Italia sono oltre 56mila gli under 35 alla guida di imprese agricole, un primato a livello comunitario con uno straordinario aumento del +12% negli ultimi cinque anni”.
Il Veneto, e Verona in particolare, “disegnano un quadro molto variegato di territori agricoli, inseriti in ambienti turistici, storici, ambientali in grado di offrire all’impresa agricola multifunzionale opportunità diversificate”.
I dati della provincia scaligera per il 2019 svelano che nel territorio veronese si sono concentrate infatti il 48,8% di tutte le assunzioni effettuate nell’agricoltura veneta, oltre 36.000 (Dati Veneto Agricoltura). Tra queste, rilevante il balzo degli addetti indipendenti, 22.147 (+35,6%), quasi 6.000 in più, mai così numerosi nella nostra provincia nell’ultimo decennio. Un numero positivo al quale si affianca il trend complessivo del lavoro nelle campagne veronesi negli ultimi 10 anni, con un numero di addetti praticamente triplicato (+144,2%).
Proposte a supporto del settore sono state presentate da Giovani Impresa Coldiretti al Consiglio Nazionale dei Giovani: linee di credito agevolate, sostegno per intraprendere nuovi canali commerciali, anche con la realizzazione di un Piano straordinario di internazionalizzazione, una massiccia campagna di comunicazione per le produzioni 100% Made in Italy, da sempre difese e promosse da Valente, e l’ampliamento del fondo per l’innovazione a tutte le tipologie di imprese.
Tutte queste proposte di innovazione sono spesso vanificate dalla mancanza di controlli sui prodotti importati dai Paesi terzi, che fanno concorrenza sleale in termini di tutela sociale e ambientale.


















