Il candidato alle regionali per ‘Lista Zaia Presidente’ Stefano Valdegamberi torna a parlare dell’aggregazione Agsm, Aim con A2A, e chiede ai consulenti, che hanno seguito l’intero iter, spiegazioni riguardo all’improvvisa marcia indietro e cambio di parere, reputando l’operazione da infungibile a fungibile.
“Gli articoli stampa dello scorso gennaio riportavano che la peculiarità e l’esclusività di questo disegno – come è stato certificato dall’analisi strategica e industriale redatta da Roland Berger, advisor congiunto di Agsm e AIM e dai pareri legali redatti dagli studi legali Gitti and Partners per conto di AGSM Verona e di Simmons&Simmons per conto di AIM Vicenza – rappresenta una condizione di per sé sufficiente per non attivare una procedura a evidenza pubblica, in forza del principio di infungibilità” dichiara Valdegamberi.
“Qualche settimana fa, dopo l’offerta di Alperia-Dolomiti-HERA, – spiega Valdegamberi – nuovi articoli hanno riportato che gli stessi consulenti di Agsm hanno definito fungibile la proposta A2A, smentendo, quindi, categoricamente quanto da loro stessi affermato sette mesi prima”.
Il consigliere regionale prosegue: “Considerato che il progetto con A2A prevedeva la cessione di asset che in linea teorica anche altre società potevano offrire, una condotta saggia avrebbe attivato prima una ricerca di mercato che dimostrasse la fungibilità della proposta e in seguito indetto una gara. Invece no. Con la scusa del concetto di infungibilità si era insistito, sbagliando, di interloquire fin dall’inizio con la sola A2A, arrivando a una proposta che io definisco una truffa per Verona, come altre volte ho evidenziato. Poi, scoperti con le mani nella marmellata, si è fatto improvvisamente marcia indietro, cambiando persino parere, da infungibile a fungibile”.
In conclusione Valdegamberi si chiede: “Quanto tempo e’ stato sprecato da Agsm nel sostenere le tesi dei consulenti e quanto questi ci sono costati? Perché tanti soldi dei cittadini veronesi sono stati sprecati in questo modo? Pertanto chiedo al Sindaco di Verona e all’Agsm è un impegno a valutare se ci sono i presupposti per un’azione nei confronti dei consulenti per far risarcire il danno originato e di escludere questi consulenti (tra l’altro gli stessi che hanno seguito la nascita di A2A) dalle presenti e future attività di consulenza di Agsm e del comune di Verona”.


















