“Sono vicino a Verona e ai veronesi per il nubifragio che ha messo in ginocchio la città. I loro concittadini nazifascisti e razzisti che da anni fomentano odio contro i più deboli e augurano disgrazie a stranieri, negri, gay, ebrei, terroni, riflettano sul significato del karma”. Ma il giornalista di Repubblica e l’Espresso Paolo Berizzi non trova di meglio che twittare queste parole?
Una posizione che ha scatenato la rabbia dei veronesi sui social e lo sconcerto di molti politici, alcuni dei quali hanno chiesto all’Ordine dei Giornalisti di sanzionare il cronista.
L’inviato di Repubblica da tempo è sotto scorta dopo le minacce ricevute in seguito alle inchieste su neofascisti ed estrema destra. Prima della scorta, Berizzi aveva la sorveglianza, perché nel corso del tempo era stato vittima di più di un episodio di intimidazione. Ma ciò non toglie che questa volta abbia torto.
“Che dolore sentirmi apostrofata così, io che sono tutt’altro! Fare di tutta l’erba un fascio e comunque, indice di grande superficialità. Mi sento ferita”; “Questo è proprio un brutto tweet. E non c’entrano parti politiche, è brutto comunque. Spero che ci rifletterà”; “Anche insultando tradisce notevoli limiti intellettuali. Il karma poi, glielo devo dire, è roba da dodicenni scemi di tv”, sono alcuni dei messaggi piovuti sul profilo Twitter del giornalista e scrittore.













