La grande domanda è sempre la stessa: quando finirà questa lunga ondata di caldo? La risposta, almeno per ora, non è semplice. I principali modelli meteo internazionali viaggiano infatti su scenari molto diversi: da una parte il Centro Meteo Europeo, che vede un nuovo rilancio dell’anticiclone africano; dall’altra il modello americano, che ipotizza l’arrivo di aria oceanica e temporali anche violenti sul Mediterraneo.
Il punto fermo è che l’estate non sembra pronta a mollare la presa. Dopo Ferragosto potrebbe aprirsi una fase più instabile, ma la data di un vero cambio di scenario resta ancora molto incerta. Secondo il modello europeo, tra il 22 e il 25 agosto una nuova bolla calda dal Nord Africa potrebbe spingersi verso l’Italia, colpendo soprattutto Centro e Sud con temperature molto elevate. Anche il Nord Italia resterebbe comunque sopra la media, pur in modo meno estremo.
Diversa la lettura del modello americano, che vede una possibile irruzione di aria oceanica verso la Penisola Iberica, le Baleari, il Golfo del Leone e il Mare di Sardegna. Uno scenario che, se confermato, potrebbe alimentare temporali intensi, soprattutto perché il Mediterraneo è molto caldo e dispone di una grande quantità di energia.
Il riferimento che preoccupa gli esperti è quello dei fenomeni violenti già osservati negli ultimi anni, come il Derecho che colpì la Corsica con raffiche devastanti e conseguenze anche in Italia. Oggi, però, la prudenza è obbligatoria: si parla di tendenze a lungo termine, non di previsioni certe. Nessun allarme, quindi, ma attenzione alta.
La situazione è resa più delicata da un’estate che prosegue da mesi con temperature fuori scala. L’ondata di calore iniziata già in primavera non ha mai davvero lasciato spazio a un rientro nella media. Più che fasi separate, si tratta di una lunga sequenza di “pulsazioni” calde, con brevi rallentamenti e nuovi picchi.
Nei prossimi giorni le temperature potranno tornare a sfiorare i 40°C in molte zone, con punte possibili fino a 42°C e valori localmente anche superiori. A pesare sarà anche l’umidità, destinata ad aumentare e a rendere il caldo ancora più difficile da sopportare, soprattutto nelle ore centrali della giornata e nelle città.
Occhi puntati anche sui temporali improvvisi, in particolare in montagna. Le app meteo possono indicare condizioni variabili o apparentemente tranquille, ma con queste temperature l’atmosfera può cambiare rapidamente. Su Alpi e Appennino non sono esclusi rovesci violenti, grandinate e nubifragi localizzati.
Il rischio aumenta dove i terreni sono secchi e induriti dal sole: in caso di piogge intense, l’acqua scorre rapidamente verso valle, trasformando rigagnoli e letti asciutti in corsi d’acqua improvvisi. Per chi fa escursioni o campeggio, la raccomandazione è semplice: evitare zone depresse, avvallamenti e aree vicine a corsi d’acqua anche se apparentemente asciutti.
La “rottura” dell’estate, insomma, resta ancora un rebus. Il caldo potrebbe continuare a dominare, ma il Mediterraneo bollente rende possibile anche una fase temporalesca intensa. La certezza, per ora, è una sola: l’Italia resta dentro una stagione estrema, tra temperature tropicali, notti calde e instabilità pronta ad accendersi all’improvviso.
Fonte: www.tempoitalia.it


















