Banco BPM archivia il primo semestre del 2026 con risultati da primato e alza ulteriormente l’asticella delle proprie ambizioni. Il Consiglio di amministrazione ha approvato la relazione finanziaria semestrale confermando una crescita della redditività, un miglioramento della qualità del credito e una solidità patrimoniale che consentono alla banca di aumentare la remunerazione degli azionisti e di rivedere al rialzo gli obiettivi per l’intero esercizio.
Il dato più significativo è rappresentato dall’utile netto adjusted, che raggiunge il livello record di 1,077 miliardi di euro, in crescita del 7% rispetto al primo semestre 2025. L’utile netto contabile si attesta invece a 1,060 miliardi, mentre la banca prevede ora di chiudere il 2026 con un utile superiore a 1,95 miliardi di euro, migliorando la guidance comunicata in precedenza.
Ottime notizie anche per gli azionisti. Banco BPM ha annunciato l’intenzione di incrementare il dividendo intermedio 2026 a circa 750 milioni di euro, pari a circa 0,50 euro per azione, rispetto ai 700 milioni distribuiti lo scorso anno. Sale inoltre da 6 a circa 7 miliardi di euro l’obiettivo complessivo di remunerazione degli azionisti nel periodo 2024-2027, attraverso dividendi e buyback, a conferma della forte capacità della banca di generare capitale.
La qualità del credito continua a migliorare. Per la prima volta il rapporto tra crediti deteriorati e impieghi lordi (NPE ratio lordo) scende sotto il 2%, attestandosi all’1,96%, mentre il CET1 Ratio sale al 14,40%, ben al di sopra della soglia minima prevista dal Piano Strategico. Numeri che confermano la solidità patrimoniale del Gruppo e la sua capacità di affrontare anche scenari economici complessi.
Prosegue inoltre il sostegno all’economia reale. Nei primi sei mesi dell’anno Banco BPM ha erogato 13,8 miliardi di euro di nuovi finanziamenti a famiglie e imprese, con una crescita degli impieghi performing e una forte concentrazione nel Nord Italia, dove si trova oltre il 72% del portafoglio crediti della banca.
Anche il fronte del risparmio gestito continua a crescere grazie all’integrazione del Gruppo Anima, mentre le attività finanziarie della clientela raggiungono quota 398 miliardi di euro. In parallelo migliorano ulteriormente gli indicatori di efficienza operativa, con un cost/income ratio sceso al 43%, il livello più basso mai registrato dal Gruppo.
Significativi anche i risultati sul fronte della sostenibilità. Nel semestre sono stati erogati 3,6 miliardi di euro di nuovi finanziamenti destinati alla transizione energetica e ai progetti low-carbon, mentre le donne in posizioni manageriali hanno raggiunto il 33,2%. Il Gruppo conferma inoltre il rating AA di MSCI e lo status Prime assegnato da ISS in ambito ESG.
Sul piano strategico, il Consiglio di amministrazione ha infine ricordato che, pur ritenendo ancora valido il razionale industriale di una possibile aggregazione con MPS, sono state interrotte le consultazioni dopo che non si sono create le condizioni per un accordo condiviso tra le parti.
Per Verona, città dove affondano le radici storiche di Banco BPM, questi risultati rappresentano un segnale importante. Il Gruppo conferma infatti di essere uno dei principali protagonisti del sistema bancario italiano, capace di coniugare crescita, solidità patrimoniale e sostegno concreto a famiglie, imprese e territori.


















