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Focus: “Sospendere Schengen? A volte può servire” (Prof. Riccardo Pelizzo)

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Riccardo Pelizzo


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La questione dei migranti, legali e non, è piuttosto spinosa.

Da un lato c’è chi ritiene che l’immigrazione sia necessaria per evitare il crollo demografico, per fare i lavori che molti di noi preferiscono non fare più, per contribuire alla sostenibilità dell’INPS e del sistema pensionistico, per sostenere i consumi e, in subordine, l’economia.

Dall’altro c’è chi teme che l’immigrazione possa stravolgere la composizione etnico-religiosa-culturale-identitaria del nostro paese.

Il dibattito su immagrazione sì-immigrazione no si è infiammato negli ultimi giorni quando la Spagna è stata invasa da 50000 (cinquantamila) disperati. L’arrivo di migliaia di immigrati in un solo giorno ha spinto alcuni governi europei, tra cui quello italiano e quello danese, a sospendere Schengen cosa che ha scatenato le ire sia del primo ministro spagnolo che di alcuni intellettuali italiani.

La decisione di sospendere Schengen può essere giusta o sbagliata, può essere discussa e perfino criticata. Però chi critica il Governo Meloni per la decisione di sospendere Schengen, dovrebbe criticare tutti i governi europei che l’hanno fatto in passato, lo stanno facendo e lo faranno in futuro.

La cosa forse non è nota, ma il trattato di Schengen è stato sospeso 387 volte dal 2006 al 2023. In questo lasso di tempo l’Italia ha sospeso Schengen poche volte, l’Austria 47, la Norvegia 37, la Germania 35, la Finlandia 33 e la Francia 27 (fonte: Lo Spazio Schengen sospeso 387 volte dalla sua nascita – ChatEurope). Dal 2006 a oggi, cioè in 20 anni esatti, è stato sospeso 498 volte, ovvero quasi 25 volte all’anno in media. L’Italia l’ha sospeso Schengen 17 volte (Quante volte è stato sospeso l’accordo di Schengen dal 2006). Grosso modo un terzo delle volte in cui l’ha sospeso l’Austria e la metà delle volte in cui l’hanno fatto i tedeschi.

Chi critica la Meloni oggi ma non ha criticato ieri e l’altro ieri vari governi europei (che hanno sospeso Schengen con tanta frequenza) fa semplicamente una critica pretestuosa. Utilizza una crisi vera, e molto problematica, per fare politica.

Ora che agli intellettuali, veri e presunti, possa piacere fare politica ci sta. Per governare però bisogna prendere i voti e non è detto che una posizione acriticamente pro-immigrazione porti voti. Anzi. Nei paesi in cui vi è stato un più massiccio (e incontrollato) flusso di immigrati, sono state le destre estreme a raccogliere i maggiori consensi (a livello elettorale) e vale la pena di ricordare che a queste destre estreme piace/piacerebbe non solo sospendere Schengen ma anche smantellare l’Unione Europea. Per cui gli intellettuali critici dovrebbero riflettere un pochino su quali possano essere le conseguenze dei loro, talvolta maldestri, suggerimenti.

Riccardo Pelizzo
Professore e Dean, Graduate School of Public Policy, Nazarbayev University



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