La Giunta comunale di Verona ha approvato all’unanimità l’intitolazione della Cittadella della Giustizia, in piazza Madonna di Campagna 1/A, a Tina Anselmi, partigiana, parlamentare e prima donna a ricoprire l’incarico di ministra della Repubblica italiana.
La proposta aveva già ottenuto il via libera della Commissione Toponomastica. Poiché dalla scomparsa di Tina Anselmi, avvenuta nel 2016, non sono ancora trascorsi dieci anni, il provvedimento dovrà ora essere trasmesso alla Prefettura di Verona, che dovrà concedere la deroga prevista dalla normativa e la conseguente autorizzazione.
L’iniziativa, spiega l’Amministrazione comunale, vuole rendere omaggio a una delle figure più significative della storia repubblicana italiana, il cui percorso umano e istituzionale viene considerato profondamente legato ai valori della giustizia, della legalità e della responsabilità civile.
“Tina Anselmi non è stata una teorica della giustizia riparativa, ma ha incarnato molti dei valori che oggi ne costituiscono il fondamento: responsabilità, ricerca della verità, attenzione alle persone, ricostruzione del tessuto sociale e ricomposizione delle fratture”, dichiara l’assessora alla Sicurezza, Legalità e Trasparenza Stefania Zivelonghi.
L’assessora ricorda come, dopo l’esperienza della guerra e della Resistenza, Anselmi abbia dedicato la propria vita alla costruzione delle istituzioni democratiche.
“Dopo aver vissuto la lacerazione della guerra e della Resistenza, Anselmi scelse di contribuire alla costruzione delle istituzioni democratiche, senza coltivare logiche di vendetta o contrapposizione permanente. Nel corso della sua vita pubblica pose sempre al centro la dignità della persona: dai diritti dei lavoratori e delle donne alla tutela dei più fragili, fino alla nascita del Servizio sanitario nazionale”.
Tra gli elementi richiamati dall’Amministrazione vi è anche il ruolo svolto da Tina Anselmi come presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulla P2, considerato un esempio di ricerca della verità e accertamento delle responsabilità.
“La sua presidenza della Commissione parlamentare d’inchiesta sulla P2 richiama inoltre un principio essenziale della giustizia riparativa: non può esservi riparazione senza riconoscimento dei fatti e delle responsabilità”.
Per il Comune, l’intitolazione rappresenta un gesto dal forte valore simbolico.
“Intitolare a Tina Anselmi un luogo dedicato alla giustizia significa creare un ponte ideale tra la ricostruzione civile e democratica del dopoguerra e la ricomposizione dei conflitti del presente. È un messaggio che unisce verità e responsabilità, fermezza e cura, rispetto delle regole e dignità della persona”, conclude Zivelonghi.


















