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Tosi (FI) frena su Euro 2032: “Verona fuori dai giochi. No a milioni pubblici senza certezze”

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Flavio Tosi


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Sulla corsa di Verona a ospitare una delle partite di Euro 2032, Flavio Tosi invita a tenere i piedi per terra. Per l’europarlamentare di Forza Italia, le possibilità che il capoluogo scaligero rientri tra le cinque città italiane scelte dalla UEFA sono oggi molto ridotte e, proprio per questo, il Comune non dovrebbe impegnare risorse pubbliche senza avere garanzie concrete.

“Bisogna essere realisti e non raccontare favole: difficilmente Verona sarà tra le cinque sedi italiane di Euro 2032. Quindi lo diciamo chiaro: se la Regione vuole destinare fondi europei per la ristrutturazione del Bentegodi ben venga, ma il Comune non utilizzi milioni di euro di soldi pubblici dei veronesi a scatola chiusa, senza garanzie certe”, afferma Tosi.

Secondo l’ex sindaco, il principale problema è il ritardo accumulato dall’amministrazione comunale nella definizione del progetto.

“L’amministrazione Tommasi ha accumulato anni di ritardo. Ora, a tre mesi dal termine imposto dalla Uefa, è in alto mare, senza un suo progetto e senza alcuna copertura economico-finanziaria. C’è sì il progetto che sta predisponendo la proprietà americana dell’Hellas, la quale però chiede sia integrato da risorse pubbliche, in particolare statali, che oggi non ci sono. Pertanto, Verona ha poche probabilità di essere tra le cinque prescelte”, sostiene.

Per Tosi la concorrenza delle altre città candidate rende il percorso ancora più complicato.

“Torino lo stadio a norma lo ha già, Firenze sta lavorando a pieno ritmo, Milano e Roma per motivi geopolitici ci saranno sicuramente, e lo stesso vale per una città del Sud o delle isole. Siamo già a cinque e c’è anche Bologna”, osserva, spiegando così perché ritenga improbabile la candidatura veronese.

Da qui la richiesta di prudenza nell’utilizzo di fondi comunali.

“È irricevibile che il Comune impegni milioni di euro dei veronesi alla cieca, per un’ipotesi altamente improbabile”, conclude.

L’europarlamentare affronta infine anche il dibattito sull’intitolazione dello stadio a Osvaldo Bagnoli, avanzando una proposta di compromesso che tenga insieme il ricordo dello storico allenatore dello scudetto e quello del benefattore veronese Marcantonio Bentegodi.

“Potremmo chiamarlo Bentegodi-Bagnoli, è tecnicamente fattibile, a Verona abbiamo già il precedente del Gavagnin-Nocini”, propone Tosi.

La doppia denominazione, secondo l’esponente azzurro, consentirebbe così di rendere omaggio a due figure simbolo della storia sportiva e civile della città, evitando di cancellare il nome con cui lo stadio è conosciuto da oltre sessant’anni.



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