Dopo quasi trent’anni di abbandono, l’ex centrale SIP/Telecom di via Leoncino è pronta a voltare pagina. La Giunta comunale di Verona ha infatti licenziato per il passaggio in Consiglio comunale la delibera di approvazione dello schema di convenzione e dei relativi elaborati progettuali per la riqualificazione dello storico complesso immobiliare situato ai civici 37-51, a pochi passi dall’Arena di Verona.
L’intervento, proposto dalla società Leoncino Building Srl, prevede il cambio di destinazione d’uso dell’immobile, oggi consentito dal Piano degli Interventi, trasformando l’ex edificio destinato a servizi pubblici in un complesso a prevalente uso residenziale con spazi commerciali.
L’operazione comporterà la demolizione e ricostruzione delle strutture interne della parte centrale dell’edificio più recente, mantenendo però le facciate storiche su via Leoncino, elemento ritenuto fondamentale per preservare l’identità architettonica del contesto urbano.
L’immobile ha una storia che attraversa buona parte del Novecento. Nato come una cortina composta da cinque palazzine indipendenti, venne profondamente trasformato dalla società Telve per ospitare una centrale telefonica, fino a diventare un unico grande edificio. Con la cessazione dell’attività di Telecom, alla fine degli anni Novanta, il complesso è rimasto inutilizzato, trasformandosi progressivamente in uno dei più evidenti esempi di degrado nel cuore della città.
Il nuovo progetto prevede la realizzazione di 33 appartamenti distribuiti ai piani superiori, mentre il primo piano ospiterà anche una porzione collegata agli spazi commerciali sottostanti. Nei due livelli interrati saranno ricavate autorimesse e cantine al servizio delle abitazioni.
L’accesso carrabile sarà realizzato da vicolo Borella, dove troveranno posto ulteriori box auto e cinque stalli per motocicli. Per facilitare le manovre dei veicoli è previsto anche un arretramento della facciata sul vicolo. All’interno nasceranno inoltre nuovi cortili e cavedi, studiati per garantire il doppio affaccio agli appartamenti e migliorare illuminazione e ventilazione naturale, insieme alla completa riconfigurazione della copertura dell’edificio.
Dal punto di vista urbanistico, la Superficie Utile Lorda sarà ridotta dagli attuali 6.854 metri quadrati ai 6.302 metri quadrati previsti dal progetto. Di questi, 966 metri quadrati saranno destinati ad attività commerciali e 5.336 metri quadrati alla residenza.
L’intervento genererà inoltre un importante ritorno economico per il Comune. È infatti previsto un contributo straordinario di sostenibilità pari a 751.437,88 euro, al quale si aggiunge la monetizzazione degli standard urbanistici mancanti, relativi ai parcheggi pubblici e al verde, per 325.713,78 euro, somma che verrà scomputata dagli oneri di urbanizzazione.
Particolarmente delicato l’iter autorizzativo, considerata la posizione dell’immobile nel cuore del centro storico. L’edificio ricade infatti in un’area sottoposta a vincolo paesaggistico per la presenza delle Mura Magistrali ed è interessato anche dalle prescrizioni di tutela indiretta del Ministero della Cultura. Il progetto ha comunque già ottenuto l’autorizzazione paesaggistica, il via libera della Soprintendenza, con alcune prescrizioni esecutive, e i pareri favorevoli delle Direzioni comunali Ambiente e Transizione Ecologica e Pianificazione Territoriale.
Se il Consiglio comunale approverà definitivamente la convenzione, uno dei grandi immobili inutilizzati del centro di Verona potrà finalmente essere recuperato, restituendo nuova funzione e decoro a un edificio rimasto chiuso e abbandonato per quasi tre decenni.


















