Nel 1994 Norberto Bobbio – noto filosofo della politica, padre (con Giovanni Sartori) della scienza politica in Italia, intellettuale pubblico e, per molti anni, Senatore – pubblicò con l’editore Donzelli un librino intitolato ‘Destra e Sinistra’.
Il libro ebbe un successo editoriale straordinario. Era breve, leggibile e veniva in un contesto storico-politico assolutamente inedito. I partiti storici erano scomparsi o si erano trasformati, al governo c’era un imprenditore milanese che in pochi mesi si era fatto un suo partito personale, aveva ideato una doppia coalizione (con la Lega al Nord, con Alleanza Nazionale al Centro Sud) che gli permettesse di sconfiggere la gioiosa macchina da guerra di Occhetto, e di vincere le elezioni.
Con il centro-destra al governo, di cui faceva parte un partito oggettivamente di destra, il libro di Bobbio riuscì a vendere in pochi mesi mezzo milione di copie, ad essere citatissimo, e ad essere tradotte in varie edizioni straniere anch’esse citatissime.
Credo che Bobbio, in questo libro, dica una cosa fondamentalmente giusta ovvero che il discrimine fra destra e sinistra è chiaro: la sinistra crede nell’uguaglianza, la destra no.
Di destre però ce ne sono tante, come si fa a distinguere la destra estrema da una destra generica?
Direi che si può capire abbastanza facilmente se un elettore o un partito siano di estrema destra.
Chiedete ad un elettore o ad un partito le seguenti quattro domande:
- sei contrario all’(attuale) Unione Europea?
- sei fondamentalmente contrario agli Stati Uniti (ma per un certo periodo hai stimato Trump)?
- sei filo-Palestinese ?
- sei contrario al conflitto russo-ucraino nel senso che sei contrario ad armare l’Ucraina contro la Russia?
Chi o se qualcuno risponde ‘Sì’ a tutti e quattro questi quesiti, quel qualcuno è di estrema destra perché questi quattro punti sono ciò che oggi le destre estreme professano in giro per l’Europa.
Riccardo Pelizzo
Decano della Graduate School of Public Policy, Nazarbayev University


















