Banco BPM compie un nuovo passo nella finanza sostenibile e chiude con successo il collocamento di un Green Tier 2 Bond da 500 milioni di euro, destinato esclusivamente a investitori istituzionali. Si tratta del primo Green Tier 2 Bond emesso da una banca italiana, un’operazione che rafforza il percorso ESG dell’istituto e consolida la sua presenza sul mercato internazionale dei capitali.
L’obbligazione, con scadenza a gennaio 2038 e possibilità di rimborso anticipato nel gennaio 2033, è stata emessa nell’ambito del programma Euro Medium Term Notes al prezzo di 99,59 e prevede una cedola annua fissa del 4,125% fino alla prima data di rimborso anticipato.
In caso di mancato esercizio dell’opzione di rimborso da parte della banca, la cedola sarà ricalcolata sulla base del tasso swap in euro a cinque anni maggiorato di uno spread di 143 punti base, il livello più contenuto mai registrato dal Gruppo per un’emissione Tier 2.
L’operazione rientra nel Green, Social and Sustainability Bonds Framework di Banco BPM, portando a 8,5 miliardi di euro il totale delle emissioni ESG realizzate dalla banca. Le risorse raccolte saranno destinate al rifinanziamento di Eligible Green Loans, ossia finanziamenti rivolti a progetti con impatto ambientale positivo.
L’emissione conferma il ruolo centrale della sostenibilità nella strategia del Gruppo, trasformando gli obiettivi ambientali e sociali in strumenti concreti di supporto all’economia e alla transizione ecologica.
L’interesse del mercato è stato significativo. L’85% degli investitori coinvolti è rappresentato da fund manager, mentre sotto il profilo geografico prevalgono gli investitori esteri: Francia con il 27%, Regno Unito e Irlanda con il 26%, seguiti dall’Italia con il 17%.
Particolarmente rilevante anche la componente ESG della domanda: circa il 75% degli ordini allocati proviene infatti da investitori con una specifica attenzione ai criteri ambientali, sociali e di governance, a conferma dell’attrattività delle emissioni sostenibili sul mercato internazionale.
L’operazione è stata coordinata da Banca Akros, Citi, Crédit Agricole CIB, Goldman Sachs International, HSBC, Natixis, Santander e Société Générale, in qualità di Joint Bookrunners.


















