Colpivano soprattutto persone anziane, avvicinandole con modi apparentemente cordiali per poi sottrarre orologi e gioielli in pochi istanti. La Polizia di Stato di Verona ha arrestato a San Bonifacio tre cittadini rumeni, due uomini di 40 e 30 anni e una donna di 40 anni, tutti con precedenti per reati contro il patrimonio, ritenuti responsabili di una serie di furti consumati e tentati nel territorio veronese.
L’operazione è scattata subito dopo un furto ai danni di un anziano e un tentativo di furto nei confronti di un’altra vittima. Gli investigatori della Squadra Mobile di Verona sono riusciti a rintracciare rapidamente i tre sospettati, facendo emergere un modus operandi ormai noto alle forze dell’ordine: la cosiddetta “tecnica dell’abbraccio”.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, la donna si avvicinava alle vittime con una scusa, instaurando un contatto fisico apparentemente amichevole. Nel frattempo, approfittando della distrazione creata, riusciva a sfilare collane e orologi di valore. I due complici avrebbero invece svolto il ruolo di palo, monitorando la situazione e garantendo la fuga.
L’attività investigativa ha consentito di collegare il trio anche ad altri episodi. Tra questi, un furto commesso poche ore prima ai danni di un esercizio commerciale e un tentato furto nei confronti di una donna veronese di 70 anni avvenuto il 9 giugno scorso.
Nel corso delle perquisizioni personali e domiciliari gli agenti hanno sequestrato numerosi beni ritenuti di provenienza illecita, tra cui borse, scarpe e occhiali di marca, oltre a una somma superiore a 37 mila euro in contanti.
L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Verona e supportata da attività tecniche della Squadra Mobile, avrebbe inoltre consentito di ricondurre i tre indagati ad altri episodi analoghi avvenuti nella provincia, in particolare ai danni di persone anziane e attività commerciali.
Il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Verona ha convalidato gli arresti e disposto per tutti e tre gli indagati la custodia cautelare in carcere.
L’operazione rappresenta un importante risultato investigativo contro una tipologia di reato particolarmente odiosa, che sfrutta la fiducia e la vulnerabilità delle persone anziane, spesso prese di mira proprio perché più esposte a questo genere di raggiri.


















