Negrar mette l’intelligenza artificiale al servizio della salute. Nel giorno della tradizionale festa patronale del Sacro Cuore, l’IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria ha inaugurato due tecnologie di ultima generazione: Van Gogh, sistema avanzato per la diagnosi cellulare del tumore al polmone, e Ally, laser robotico a femtosecondi per la chirurgia della cataratta.
Il taglio del nastro è avvenuto questa mattina, 12 giugno, dopo la Santa Messa presieduta dal vescovo di Verona, mons. Domenico Pompili, che ha impartito la benedizione inaugurale.
Van Gogh è il secondo sistema installato in Italia. Funziona come una sorta di scanner capace di trasformare in immagine digitale l’attività metabolica delle cellule tumorali. In appena due minuti permette di capire se il frammento di un nodulo polmonare sospetto, prelevato con broncoscopia toracica, è adeguato per la diagnosi.
Un passaggio decisivo, perché consente al medico di stabilire subito se fermarsi o procedere con ulteriori prelievi, evitando al paziente il rischio di dover ripetere un esame invasivo.
“Questo dispositivo trova la sua ideale applicazione nell’ambito della diagnostica toracica oncologica, il cui aspetto critico è la precisione del prelievo del tessuto per la biopsia, criticità dovuta alla configurazione particolare dell’apparato bronco-polmonare”, spiega il dottor Diego Gavezzoli, direttore dell’Unità clinico-chirurgica toraco-polmonare.
A rendere speciale Van Gogh è l’uso dell’intelligenza artificiale, che traduce le vibrazioni impercettibili delle cellule in immagini colorate, evocative della pittura del genio olandese. Le cellule sospette assumono tonalità gialle, arancioni e rosse; quelle normali blu e marroni.
“La glicolisi provoca una vibrazione impercettibile delle cellule stesse, che il software di intelligenza artificiale traduce in un’immagine digitale colorata, evocativa della pittura del genio olandese. Da qui il nome della macchina”, spiega il professor Giuseppe Zamboni, direttore dell’Anatomia Patologica.
Accanto a Van Gogh, l’ospedale ha inaugurato anche Ally, il primo femtolaser robotico impiegato in Italia per la chirurgia della cataratta. Il sistema consente incisioni corneali ad altissima precisione e può correggere anche l’astigmatismo durante l’intervento.
“La particolarità del femtolaser Ally è la capacità di integrare, attraverso un software basato sull’intelligenza artificiale, le informazioni raccolte prima dell’intervento con quelle acquisite in tempo reale da sei telecamere installate sul dispositivo”, sottolinea la dottoressa Grazia Pertile, direttrice dell’Unità Operativa Complessa di Oculistica.
Ogni anno all’IRCCS di Negrar vengono eseguiti circa 4.500 interventi di cataratta. L’arrivo di Ally apre nuove prospettive in termini di precisione, personalizzazione e qualità del recupero visivo.
“Il sistema Ally consente di realizzare con elevata precisione le incisioni corneali necessarie per l’intervento di cataratta e può correggere contestualmente anche l’astigmatismo”, aggiunge Pertile.
Per l’amministratore delegato Claudio Cracco, l’innovazione tecnologica è ormai una scelta necessaria: “L’investimento in innovazione è una strada obbligata perché un ospedale possa rispondere alla crescente domanda di salute da parte della popolazione”.
Alla cerimonia erano presenti, tra gli altri, il prefetto di Verona Demetrio Martino, la consigliera delegata regionale Elisa De Berti, la questora Rosaria Amato, il comandante provinciale dei Carabinieri Claudio Papagno, il comandante della Guardia di Finanza Italo Savarese, il direttore generale dell’Ulss 9 Scaligera Pietro Girardi, la direttrice sanitaria Viviana Coffele e il sindaco di Negrar Fausto Rossignoli.
Con Van Gogh e Ally, il Sacro Cuore di Negrar rafforza così il proprio ruolo nella medicina del futuro: più tecnologia, più precisione e percorsi sempre più centrati sulla sicurezza del paziente.



















