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Focus: “Prima la riforma (elettorale), poi un accordo?” (Prof. Riccardo Pelizzo)

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Riccardo Pelizzo


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All’indomani del referendum molti analisti e commentatori avevano visto nell’esito del referendum l’inizio del declino del Governo Meloni e del Centro Destra.

In numerosi, anche se non numerosissimi articoli pubblicati da il Mattino di Verona, si è mostrato invece come la popolarità del capo del governo fosse alta e come il consenso per i partiti della coalizione governativa fosse nel complesso solido.

Una prova di questa solidità è venuta anche, di recente, dall’esito delle elezioni locali in cui il Centro Destra ha fatto bene.

Negli ultimi sondaggi il Centro Destra è accreditato di un 44,9 per cento, in ragione del 28,4 per cento di cui sono accdreditati Fratelli d’Italia, dell’ 8,2 per cento di cui è accreditata Forza Italia, del 7 per cento per la Lega e dell’1,3 per cento di cui è accreditato Noi Moderati.

I consensi per Noi Moderati sono cresciuti dello 0,1 per cento, sono rimasti invariati sia per  Fratelli d’Italia che per Forza Italia, e sono calati dello 0,4 per cento per la Lega che soffre più degli altri membri della coalizione il crescente successo di Futuro Nazionale di Vannacci che è stimato al 4 per cento.

Nel cosiddetto campo largo il PD recupera lo 0,2 e recupera parte dei consensi che aveva perduto nella rilevazione precedente. Il Movimento 5 Stelle, che ha, oggettivamente, il leader più visibile (nonostante un piccolo problema di salute fortunamente superato con successo), subisce un secondo calo consecutivo—dopo lo 0,2 per cento perso nella precedente rilevazione, nelle stime più recenti, il M5S perde un ulteriore 0,3 per cento. Più Europa, stimata all’ 1,4 per cento, subisce a sua volta una leggera flessione (-0,2), mentre Italia Viva e Azione sono date rispettivamente al 2,5 e al 3 per cento. L’Alleanza Verdi Sinistra è stimata al 6,5 per cento.

Tirando le somme il Centro Destra ha il 44, 9 per cento, mentre la destra del Generale Vannacci ha il 4 per cento, per un totale del 48,9 per cento. Il Campo Largo mettendo insieme anche forze che hanno poco o niente in comune arriva al massimo al 47,9 per cento.

Il dato conferma che, per quanto di poco, la maggioranza degli italiani preferisce destre (Lega e Futuro Nazionale) e centro-destre (Fratelli d’Italia e Forza Italia) alle forze politiche schierate nell’altra metà dello spettro politico. La questione che le forze di governo, come anche, del resto, lo stesso Generale Vannacci, si devono porre è se e come coordinarsi.

Questione che può o deve essere affrontata e risolta dopo che il Parlamento avrà discusso e approvato la nuova leggere elettorale.

Riccardo Pelizzo
Decano della Graduate School of Public Policy, Nazarbayev University



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