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Confagricoltura Verona festeggia 80 anni: “L’agricoltura è strategica per il futuro del Paese”

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Dalla Verona rurale del dopoguerra alle sfide della sostenibilità, dell’energia e dei mercati globali. Confagricoltura Verona ha celebrato i suoi primi 80 anni di attività nella suggestiva cornice della Tenuta Albertini di Zevio, ripercorrendo una storia fatta di lavoro, innovazione e difesa delle imprese agricole del territorio.

L’evento ha riunito rappresentanti delle istituzioni, imprenditori agricoli e dirigenti dell’associazione, accompagnati da un video celebrativo che ha raccontato l’evoluzione dell’agricoltura veronese attraverso immagini storiche e testimonianze dei presidenti che si sono succeduti alla guida dell’organizzazione dal 1946 a oggi.

Alberto De Togni: “L’agricoltura oggi è molto più che produzione alimentare”

Ad aprire la celebrazione è stato il presidente di Confagricoltura Verona, Alberto De Togni, che ha sottolineato il valore di un traguardo costruito in otto decenni di attività al fianco delle aziende agricole.

“È un traguardo importantissimo, dato che siamo partiti nel 1946 con questa avventura che oggi ci vede protagonisti dell’agricoltura veronese in maniera importante.”

Secondo De Togni, il settore ha vissuto una profonda trasformazione negli ultimi decenni.

“Quello che sta cambiando è il modo in cui facciamo agricoltura: ieri era un settore di produzione di beni alimentari, mentre oggi è multifunzionale dato che produciamo anche energia elettrica e biogas, siamo custodi dell’ambiente e abbiamo la responsabilità della gestione faunistica del territorio.”

Da qui la richiesta di un riconoscimento sempre più forte del ruolo strategico dell’agricoltura.

“L’agricoltura deve essere riconosciuta come un settore di importanza strategica per il nostro Paese e per tutta l’Europa. Senza la garanzia di un’autosufficienza saremo sempre in balia degli eventi.”

Il peso delle crisi internazionali

Nel suo intervento, il presidente ha affrontato anche le difficoltà che stanno interessando il comparto agricolo, tra tensioni geopolitiche, aumento dei costi e rallentamento dei consumi.

Particolarmente delicata la situazione del vino, da sempre uno dei simboli dell’economia veronese.

“È un momento di flessione per tutti i settori, perfino per il vino che è sempre stato il nostro fiore all’occhiello, ma che ora soffre sia per il calo dei consumi, sia per uno spostamento verso vini più leggeri e a costi più contenuti.”

Una situazione che coinvolge in modo particolare il territorio scaligero, storicamente legato alla produzione di grandi vini rossi.

Anche il settore dei seminativi continua a vivere una fase complessa.

“Continua il momento nero tra prezzi in flessione e costi in aumento, con la situazione geopolitica che incide in modo preponderante.”

Dal dopoguerra a oggi: una storia di resilienza

A ripercorrere gli ultimi ottant’anni dell’agricoltura veronese è stato lo storico e ricercatore Ernesto Santi, che ha evidenziato come, nonostante il cambiamento degli strumenti e delle tecnologie, molte sfide siano rimaste sorprendentemente attuali.

“Nel 1946 gli agricoltori veronesi, dopo gli anni bui della guerra, si rimboccarono le maniche e cercarono di sviluppare il ricco patrimonio di risorse che il territorio offriva.”

Oggi, ha spiegato Santi, l’obiettivo è quello di coniugare sostenibilità ambientale e sostenibilità economica.

“Gli agricoltori puntano ad un’agricoltura capace di preservare l’ambiente, ma soprattutto in grado di garantire un giusto reddito a chi lavora la terra.”

Il sostegno delle istituzioni

Alla celebrazione erano presenti anche l’assessore regionale Diego Ruzza e i consiglieri regionali Alberto Bozza e Claudia Barbera, membri della Commissione Agricoltura del Veneto.

Per Diego Ruzza, il dialogo con le organizzazioni agricole rappresenta un elemento fondamentale per lo sviluppo del territorio.

“Confagricoltura e le altre organizzazioni di settore sono per noi importanti e strategiche, sia per lo sviluppo delle politiche agricole, sia per la valorizzazione del paesaggio e per la produzione delle nostre eccellenze locali.”

Alberto Bozza ha invece ricordato il valore storico del traguardo raggiunto.

“Ottant’anni sono un traguardo storico. La storia ci insegna quanta evoluzione ci sia stata in questo percorso e come ci siano stati momenti difficili, che non sono finiti.”

Un concetto ribadito anche da Claudia Barbera, che ha richiamato l’attenzione sulle difficoltà che il settore sta affrontando a livello nazionale e internazionale.

“Come componenti della commissione agricoltura abbiamo la responsabilità di stare al fianco dei nostri imprenditori agricoli e tutelare i loro prodotti.”

Ottant’anni guardando al futuro

La celebrazione degli 80 anni di Confagricoltura Verona non è stata soltanto un momento dedicato alla memoria, ma anche un’occasione per riflettere sulle sfide che attendono il comparto agricolo nei prossimi anni: sostenibilità, innovazione tecnologica, sicurezza alimentare, cambiamenti climatici e nuove dinamiche dei mercati internazionali.

Un percorso che, come emerso dagli interventi della giornata, richiederà ancora una volta la capacità di adattamento e la determinazione che hanno accompagnato gli agricoltori veronesi dal secondo dopoguerra fino a oggi.



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