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Verona, oltre mezzo miliardo bruciato nel gioco d’azzardo: cresce l’allarme sul sovraindebitamento

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A Verona nel 2025 sono stati giocati quasi 535 milioni di euro. Un dato impressionante che supera di una volta e mezza la spesa corrente del bilancio comunale e che accende i riflettori su un fenomeno sempre più diffuso: la dipendenza dal gioco e il conseguente sovraindebitamento delle famiglie.

I numeri, elaborati dalla Fondazione Isscon e contenuti nella Relazione sul settore dei giochi pubblici 2025 del Ministero dell’Economia e delle Finanze, raccontano una realtà che continua a crescere. Nel Comune di Verona il volume complessivo delle giocate ha raggiunto i 534,7 milioni di euro, in aumento rispetto ai 531,8 milioni del 2024.

Di questi, 286,3 milioni di euro (53,5%) provengono dal gioco fisico – sale slot, ricevitorie e punti scommesse – mentre 248,4 milioni (46,5%) arrivano dal gioco online. A livello provinciale il fenomeno assume dimensioni ancora più rilevanti, con un totale di 1,95 miliardi di euro giocati, quasi equamente divisi tra canale fisico e digitale.

Zivelonghi: “Dati gravemente impressionanti”

L’assessora alla Sicurezza e alla Trasparenza Stefania Zivelonghi non nasconde la preoccupazione.

“Sono dati gravemente impressionanti, e non sono in calo. Va considerato inoltre che i numeri di cui disponiamo riguardano esclusivamente il gioco legale: sfugge completamente la dimensione del gioco illegale, in particolare quello accessibile ai minori. Tutti abbiamo un cellulare in mano, e il rischio è assolutamente elevato.”

L’assessora sottolinea come il problema non sia soltanto economico ma anche sociale e sanitario.

“Siamo di fronte a un fenomeno di dipendenza, e in parte anche di marginalità sociale, che non ha ancora le giuste briglie: mancano sia un’adeguata prevenzione sia strumenti efficaci per gestirne le conseguenze.”

Bertucco: “Famiglie sul lastrico”

Anche l’assessore al Bilancio Michele Bertucco evidenzia il peso economico del fenomeno.

“Il giocato complessivo nel Comune di Verona è pari a una volta e mezza la spesa corrente del bilancio del Comune. Abbiamo registrato una crescita fortissima a Verona, in provincia e in tutta Italia.”

Ma il vero allarme riguarda le conseguenze sulle famiglie.

“Ciò che ci preoccupa di più è il tema del sovraindebitamento: un fenomeno che porta famiglie a trovarsi sul lastrico, costrette a rivolgersi ai Comuni attraverso i servizi sociali. Va seguito e contrastato, perché sta rovinando persone e famiglie e genera conflitti sociali.”

Verona controcorrente: il gioco fisico resiste

Uno degli aspetti più particolari emersi dal rapporto riguarda la composizione del mercato. Mentre in Italia il gioco online rappresenta ormai oltre il 61% del totale, Verona continua a distinguersi per una maggiore presenza del gioco tradizionale.

Sia nel Comune sia nell’intera provincia, infatti, il gioco effettuato in presenza supera ancora il 50%, anche se il divario con il digitale si sta progressivamente riducendo.

Lo Sportello Antiusura segue i casi più delicati

Per contrastare il fenomeno opera lo Sportello Antiusura del Comune di Verona, attivo tra Palazzo Barbieri e la sede di Federconsumatori.

Nel corso dell’ultimo anno sono stati effettuati:

  • 13 primi colloqui con cittadini in difficoltà economica;
  • 7 incontri di approfondimento;
  • 3 casi ancora in fase di valutazione;
  • 2 incontri pubblici dedicati al tema del gioco d’azzardo.

L’obiettivo è intercettare le situazioni di fragilità economica prima che sfocino nell’usura o in crisi finanziarie irreversibili.

Oltre 7 milioni di italiani in difficoltà

Il fenomeno del sovraindebitamento non riguarda soltanto Verona. Secondo il IV Rapporto annuale sul sovraindebitamento 2025, in Italia oltre 7 milioni di persone vivono situazioni di forte esposizione debitoria e circa 1 milione si trova in una condizione di crisi economica cronica.

Particolarmente significativo il dato relativo alle procedure di esdebitazione: circa la metà delle persone che avrebbero diritto agli strumenti previsti dalla legge non li utilizza, spesso scoraggiata dalla complessità burocratica e dai tempi lunghi.

Verso una riforma nazionale del settore

Il Governo è al lavoro su un riordino complessivo della normativa sul gioco d’azzardo. Regioni e Comuni chiedono però che non vengano indeboliti strumenti come il distanziometro e le limitazioni orarie, ritenuti fondamentali per contenere la diffusione del gioco patologico.

Sul tavolo c’è anche il tema della destinazione del gettito fiscale derivante dall’azzardo. Diverse associazioni impegnate nella prevenzione temono che una compartecipazione delle Regioni alle entrate senza vincoli di utilizzo possa ridurre l’efficacia delle politiche di contrasto alle dipendenze.

In attesa della riforma, i numeri veronesi raccontano una realtà che continua a crescere e che coinvolge sempre più famiglie, confermando come il gioco d’azzardo rappresenti una delle emergenze sociali più rilevanti del territorio.



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