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Consiglio comunale: resta il limite ai locali in centro, avanti la ciclabile da Forte Chievo a Borgo Roma

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Il Consiglio comunale di Verona ha dato il via libera a due provvedimenti destinati a incidere sul futuro della città: da una parte la conferma del tetto massimo di 268 attività di somministrazione nel centro storico, dall’altra il completamento dell’iter urbanistico per la nuova pista ciclabile che collegherà Forte Chievo a via Legnago attraversando i quartieri di Santa Lucia, Golosine e Borgo Roma.

Centro storico: confermato il limite di 268 bar e ristoranti

Con 21 voti favorevoli e 5 astensioni, il Consiglio ha approvato l’aggiornamento della disciplina per le attività di somministrazione di alimenti e bevande per il triennio 2026-2028.

La delibera mantiene in vigore il sistema di contingentamento nel centro storico, area riconosciuta dall’Unesco, fissando a 268 il numero massimo di licenze per bar, ristoranti e pubblici esercizi.

Alessia Rotta, assessora al Commercio e alle Attività produttive, ha spiegato che l’obiettivo è quello di trovare un equilibrio tra libertà d’impresa e tutela della qualità della vita nel cuore della città.

“La programmazione si fonda sul bilanciamento tra libertà d’impresa e tutela del territorio, con l’obiettivo di governare la pressione antropica nelle vie centrali, salvaguardare il patrimonio storico-artistico e garantire sicurezza e qualità della vita urbana”, ha dichiarato.

La suddivisione del territorio comunale resta dunque invariata: centro storico soggetto a programmazione e contingentamento, mentre nel resto della città sarà possibile aprire nuove attività tramite semplice SCIA, senza autorizzazioni preventive.

L’amministrazione punta così a favorire il decentramento commerciale e a ridurre la pressione sulle aree più frequentate del centro.

Via libera alla ciclabile Forte Chievo – Via Legnago

Con 22 voti favorevoli, 6 contrari, un astenuto e un non votante, è stata approvata anche la Variante Urbanistica n. 64 al Piano degli Interventi, necessaria per la realizzazione dell’itinerario ciclabile B20 previsto dal PUMS.

Il progetto interesserà una vasta porzione della città, collegando i quartieri di Santa Lucia, Golosine e Borgo Roma lungo un asse est-ovest strategico per la mobilità sostenibile.

A presentare il provvedimento è stato l’assessore al Bilancio Michele Bertucco, in sostituzione dell’assessore alla Mobilità Tommaso Ferrari.

“Il percorso interessa i quartieri Santa Lucia, Golosine e Borgo Roma, servendo due circoscrizioni che ospitano circa un quarto della popolazione veronese”, ha spiegato Bertucco.

L’itinerario attraverserà stradone Santa Lucia, via Po, viale dell’Industria, viale del Lavoro, via Scuderlando, viale di Puglia, via Centro, via San Giacomo e via dei Lamberti, collegando scuole, Fiera di Verona, Policlinico di Borgo Roma, parchi pubblici e tratti già esistenti della rete ciclabile cittadina.

Scontro politico sulla mobilità

Il dibattito in aula è stato particolarmente acceso.

Rosario Russo di Battiti per Verona ha contestato alcune valutazioni tecniche del progetto, chiedendo maggiori approfondimenti sugli effetti dei nuovi attraversamenti semaforici sul traffico e sulla viabilità verso l’ospedale di Borgo Roma.

Di segno opposto l’intervento del consigliere Francesco Casella del Partito Democratico, che ha definito la nuova infrastruttura una grande opportunità per quartieri storicamente poco collegati tra loro.

“Spostarsi in bicicletta tra via Po, Golosine e Borgo Roma era rischioso, e un collegamento ciclabile tra le due circoscrizioni non è mai esistito”, ha sottolineato.

Anche Lorenzo Didonè di Damiano Tommasi Sindaco ha difeso l’opera, evidenziando come Verona Sud attenda da anni un collegamento sicuro tra i quartieri.

A favore si è espresso pure Michele Bresaola, presidente della Terza Commissione consiliare, secondo cui il progetto migliorerà concretamente sicurezza e accessibilità per gli utenti più vulnerabili della strada.

Contrario invece Massimo Mariotti di Fratelli d’Italia, che ha criticato l’approccio dell’amministrazione alla mobilità cittadina.

“Riteniamo che quelle realizzate da questa amministrazione tolgano corsie al traffico veicolare senza un utilizzo ciclabile proporzionato”, ha dichiarato.

Sulla stessa linea anche Maria Fiore Adami (Fratelli d’Italia) e Barbara Tosi (Verona per Tosi), che hanno lamentato una scarsa condivisione dei progetti con cittadini e opposizioni.

Verona entra nel direttivo nazionale delle Città Sane OMS

Nel corso delle comunicazioni finali è arrivata anche una notizia istituzionale significativa.

La consigliera delegata Annamaria Molino ha annunciato che Verona è stata eletta nel direttivo nazionale della Rete Italiana Città Sane OMS.

“Un riconoscimento importante che premia il percorso costruito in questi anni e l’impegno dell’intera amministrazione sui temi della promozione della salute come elemento trasversale a tutte le politiche pubbliche”, ha affermato.

L’ingresso nel direttivo nazionale consentirà alla città di partecipare alla definizione delle strategie e delle buone pratiche sulla salute urbana a livello italiano.

Trasparenza salariale, il richiamo dell’aula

Tra le comunicazioni è intervenuta anche Paola Poli di Damiano Tommasi Sindaco, ricordando l’entrata in vigore, il prossimo 7 giugno, delle nuove disposizioni sulla trasparenza retributiva previste dalla normativa europea sulla parità salariale.

Secondo la consigliera, il provvedimento rappresenta un passo importante verso una maggiore equità nel mercato del lavoro, introducendo l’obbligo di indicare le fasce retributive negli annunci e garantendo maggiore trasparenza nei criteri di determinazione degli stipendi.



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