Torna ad accendersi la polemica sulla ciclabile di via Preare e sull’abbattimento dei 62 tigli che fino a poche settimane fa caratterizzavano uno dei viali più trafficati di Verona. Il Comitato Avatar degli Alberi, insieme a VerdeBlu Onlus e alla rete ONDA (Organismo Nazionale Difesa Alberi), torna all’attacco chiedendo al Comune trasparenza sul progetto di compensazione ambientale annunciato dopo i tagli.
Al centro della contestazione c’è la scelta di abbattere l’intero filare, alberi ritenuti dai promotori della protesta un patrimonio ambientale e paesaggistico fondamentale per il quartiere.
Secondo il comitato, i tigli — circa 70 anni di età — avrebbero potuto essere salvati attraverso modifiche progettuali al percorso della ciclabile, già ipotizzabili nelle fasi preliminari del progetto. Gli attivisti contestano anche tempi e modalità dell’intervento, avvenuto il 1° aprile 2026, evidenziando che i lavori sarebbero partiti a ridosso delle scadenze del PNRR e in pieno periodo di nidificazione.
Nel mirino finisce anche il piano di compensazione annunciato dal Comune, che prevederebbe 50 mila euro per nuove piantumazioni con alberi di circonferenza tra 16 e 18 centimetri, dotati di irrigazione.
Per il comitato, però, la cifra non sarebbe sufficiente.
Secondo una stima elaborata applicando il metodo di valutazione previsto dal Regolamento comunale del Verde, il valore del filare abbattuto ammonterebbe a oltre 354 mila euro.
L’obiettivo della richiesta è chiaro: ottenere la pubblicazione del progetto dettagliato del cosiddetto “nuovo corridoio verde”, più volte evocato ma, secondo gli ambientalisti, mai mostrato concretamente alla cittadinanza.
Il comitato propone una compensazione con almeno 100 nuove alberature, privilegiando specie come tiglio, olmo, acero, bagolaro e paulonia, con un piano di piantumazione strutturato e sostenibile nel tempo.
Intanto le critiche si allargano anche ad altri abbattimenti nell’area, in particolare nella zona del futuro parcheggio del filobus in viale Caduti del Lavoro, dove secondo gli attivisti il verde starebbe progressivamente scomparendo.
La battaglia sugli alberi di via Preare, insomma, è tutt’altro che chiusa.


















