In un articolo apparso su il Mattino di Verona (Focus: “Autosufficienza alimentare: una priorità per il paese” (Prof. Riccardo Pelizzo) – Mattino di Verona) si legge che il prezzo del cibo è cresciuto per due mesi consecutivi (febbraio e marzo) e che nel solo mese di marzo la crescita dei prezzi del cibo era stata del 3 per cento.
La FAO, il 5 maggio, ha fatto sapere che i prezzi del cibo sono cresciuti anche ad aprile (FAO Food Price Index | Food and Agriculture Organization of the United Nations).
Rispetto al mese di marzo sono saliti il prezzo dei cereali, degli olii vegetali (palma, soia, girasole, etc), della carne, dei latticini, mentre è calato quello dello zucchero.
Rispetto ai prezzi dell’aprile 2025 sono saliti il prezzo di cereali e carne, ma sono calati e di molto sia il prezzo dei latticini che quello dello zucchero.
Nel complesso l’indice del prezzo del cibo registra un incremento di 2,1 punti (che non vuole dire un uguale incremento percentuale) rispetto a marzo e di 2,5 rispetto all’aprile 2025.
Si tratta di un trend che deve far riflettete su come o cosa si possa fare per raggiungere o assicurarsi la autosufficienza alimentare, ma si tratta comunque di un trend che al momento non è tale da scatenare alcun allarmismo. Il valore attuale dell’ Indice del Prezzo del Cibo è oggi 29,6 punti inferiore a quello del Marzo 2022 in cui il prezzo del cibo toccò il suo picco.
Non c’è bisogno che i prezzi del cibo salgano ulteriormente per capire che eventualmente potrebbe diventare necessario soddisfare la domanda alimentare nazionale con prodotti italiani e per essere in grado di farlo in futuro bisogna cominciare a prepararsi adesso. Singapore, tanto per citare un paese ben governato, ha già cominciato a farlo.
Riccardo Pelizzo
Decano della Graduate School of Public Policy, Nazarbayev University


















