All’IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria si apre una nuova frontiera della chirurgia senologica oncologica: sono state eseguite le prime mastectomie con il robot chirurgico da Vinci “single port”, sistema mini-invasivo dotato di un solo braccio, tra le tecnologie più avanzate oggi disponibili.
Una rivoluzione che punta a ridurre al minimo l’impatto dell’intervento: tempi chirurgici più brevi, anestesia ridotta, cicatrici quasi invisibili, ricostruzione immediata e, aspetto sempre più centrale, mantenimento della sensibilità cutanea della mammella.
Due pazienti giovani, chirurgia ad altissima precisione
I primi interventi hanno riguardato due donne giovani, entrambe portatrici della mutazione genetica BRCA1/BRCA2, associata a un rischio significativamente aumentato di sviluppare tumore al seno e all’ovaio.
La prima paziente, 38 anni, era già stata sottoposta nel 2023 a mastectomia per tumore mammario: in questo caso è stata eseguita una mastectomia profilattica della ghiandola residua sana.
La seconda, 29 anni, sana ma con forte predisposizione genetica, ha invece scelto la rimozione preventiva di entrambe le mammelle, come strategia di riduzione del rischio oncologico.
Una condizione genetica resa nota al grande pubblico anche dal caso di Angelina Jolie, che ha optato per interventi preventivi analoghi.
Entrambe le pazienti sono state dimesse dopo 48 ore, anche se – sottolineano i medici – le condizioni cliniche avrebbero consentito il rientro a casa già il giorno successivo.
Tecnologia e ricostruzione nella stessa seduta
Gli interventi sono stati eseguiti da Alessandra Invento, direttrice della Chirurgia senologica dell’IRCCS di Negrar, con il supporto della Francesca Cicala dell’équipe di Chirurgia Plastica guidata dal dottor Cesare Cristofori.
La ricostruzione mammaria è stata effettuata nella stessa seduta operatoria, un approccio integrato che rappresenta uno degli standard più evoluti nella chirurgia moderna.
“Non solo tecnica, ma impatto umano”
“La tecnologia robotica in ambito senologico oncologico è uno strumento a servizio della salute e della qualità di vita della donna, perché coniuga la precisione dell’atto chirurgico con la massima mini-invasività”, ha spiegato la dottoressa Invento.
E ha aggiunto:
“Gli strumenti chirurgici vengono infatti inseriti attraverso un’incisione di 3 centimetri contro il doppio della chirurgia tradizionale. Questo dal punto di vista della paziente si traduce in benefici concreti: cicatrici meno visibili, minor trauma chirurgico e recupero più rapido. Benefici che il robot da Vinci single port amplifica ulteriormente essendo stato ideato, e non adattato come gli altri sistemi robotici a più bracci, anche per la chirurgia senologica oncologica – sottolinea – Con questo dispositivo è infatti possibile nascondere ulteriormente l’incisione perché può essere fatta sul solco mammario, lungo la linea ascellare o sul prolungamento della stessa con risultati estetici indiscutibili”.
Meno trauma, più qualità di vita
Uno dei punti più innovativi riguarda la conservazione della sensibilità cutanea, spesso compromessa nella chirurgia tradizionale.
“La possibilità di effettuare una sola piccola incisione, e quindi di lesionare un numero minimo di fibre nervose della cute, permette di conservare totalmente la sensibilità della mammella e parzialmente quella dell’areola-capezzolo”, spiega ancora la chirurga.
E aggiunge:
“La perdita della sensibilità della cute è una delle conseguenze più rilevanti della chirurgia open, ma a cui non viene data l’importanza che merita. Per le pazienti invece è traumatica, lamentano spesso la sensazione sgradevole di una mammella fredda al tatto e la percepiscono quasi estranea rispetto al resto del corpo. Preservare l’immagine corporea e la femminilità significa per la donna affrontare il percorso oncologico con una prospettiva diversa: l’impatto psicologico del trattamento non è secondario rispetto all’efficacia clinica”.
I limiti della tecnologia e il futuro della chirurgia
La chirurgia robotica, precisa l’équipe, non è applicabile a tutte le pazienti: la selezione dipende da caratteristiche anatomiche specifiche, tra cui la dimensione della mammella.
Nonostante questo, il bilancio resta estremamente positivo:
“Quando è possibile, risparmiamo sempre il complesso areola-capezzolo per procedere alla ricostruzione in tempo reale, in modo che la donna si svegli dall’anestesia con la sua integrità fisica ed estetica”.
Una nuova era per la chirurgia del seno
Con il robot da Vinci single port, la chirurgia senologica entra in una fase nuova: più precisa, meno invasiva e sempre più attenta non solo alla guarigione oncologica, ma anche alla qualità della vita e all’identità femminile delle pazienti.


















