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Transizione 5.0, 9,8 miliardi per le imprese: a Verona il piano che cambia industria ed energia

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Verona si conferma laboratorio della trasformazione industriale. Il nuovo Piano Transizione 5.0 mette sul tavolo 9,8 miliardi di euro per sostenere innovazione, efficienza e sostenibilità, con un orizzonte temporale che guarda al triennio 2026-2028.

A illustrarne i contenuti è stato Marco Calabrò, Capo del Dipartimento per le Politiche per le imprese del MIMIT, intervenuto al seminario promosso dall’Ordine degli Ingegneri di Verona insieme a Confimi Apindustria Verona, nell’ambito della rassegna OPEN 2026.

Un piano più flessibile e accessibile

“Il nuovo piano avrà un orizzonte pluriennale 2026-2028 e sarà finanziato con risorse nazionali, non più PNRR. Una differenza che renderà la misura più flessibile, accessibile e semplice per il sistema produttivo, consentendo alle aziende di programmare gli investimenti con maggiore certezza” ha spiegato Marco Calabrò.

La misura introduce una novità rilevante: il ritorno all’iperammortamento, che sostituisce i crediti d’imposta e consente una maggiorazione del costo fiscalmente riconosciuto:

  • +180% fino a 2,5 milioni di euro
  • +100% tra 2,5 e 10 milioni
  • +50% tra 10 e 20 milioni

Un meccanismo che punta a rilanciare gli investimenti industriali con maggiore certezza fiscale.

Non solo macchinari: focus su digitale ed energia

Il Piano amplia il raggio d’azione oltre i beni strumentali tradizionali, includendo:

  • intelligenza artificiale
  • cybersecurity
  • infrastrutture digitali
  • monitoraggio dei consumi
  • autoproduzione da fonti rinnovabili

Un cambio di passo che lega strettamente innovazione tecnologica e transizione ecologica, con opportunità concrete anche per le PMI.

Il ruolo chiave degli ingegneri

“Gli incentivi rappresentano una leva importante, ma richiedono competenze, programmazione e una corretta valutazione tecnica” ha sottolineato Matteo Limoni, presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Verona.

Un concetto ribadito anche da Stefano Lonardi: “l’efficienza e l’indipendenza energetica sono fondamentali per l’autonomia delle imprese e devono essere affrontate con una progettazione accurata degli interventi partendo da una rigorosa diagnosi energetica”.

In questo contesto, gli ingegneri diventano figure centrali per garantire:

  • verifica dei requisiti
  • interconnessione dei sistemi
  • conformità normativa
  • riduzione del rischio di contestazioni

Energia e competitività: il nodo per le imprese

“L’energia è uno dei temi più sentiti dagli imprenditori e rappresenta un fattore decisivo per la competitività delle aziende” ha evidenziato Lorenzo Bossi, direttore di Confimi Apindustria Verona.

Durante il seminario sono stati approfonditi anche strumenti complementari come:

  • incentivi Simest (contributi dal 10% al 30%)
  • bando Inail per amianto e fotovoltaico (fino all’80%)
  • Sabatini Green
  • fondi regionali del PR Veneto FESR

“Le PMI hanno oggi a disposizione un quadro articolato di strumenti che può sostenere investimenti molto diversi” ha spiegato Attilio Zorzi.

Attenzione a perizie e documentazione

Uno degli aspetti più delicati riguarda la corretta gestione tecnica degli incentivi.

“La perizia tecnica asseverata e gli adempimenti documentali assumono quindi un ruolo centrale” ha evidenziato Francesco Marcheluzzo, sottolineando la necessità di operare in piena conformità per evitare contestazioni.

Le imprese: sostenibilità come investimento

Dal territorio arrivano esempi concreti. Matteo Borin, CEO di Borin Line, ha spiegato come anche processi spesso trascurati possano generare risparmi:

“Nei contesti industriali, i processi di sanificazione rappresentano una voce significativa nei consumi di acqua, energia e prodotti chimici”.

E sul fronte rinnovabili, Denis Zendrini ha ribadito: “Gli incentivi e i contributi disponibili permettono di accelerare investimenti in efficienza e fonti rinnovabili”.

Chiude il quadro l’esperienza di Debora Alberti Botteon (AGV Marmi e Graniti): “È stato un percorso che ha unito qualità artigianale, efficienza energetica e una corretta strategia di accesso agli incentivi”.

Verona al centro della doppia transizione

Il seminario conferma come Verona sia un punto di riferimento per la doppia transizione digitale ed ecologica. Un passaggio che non riguarda solo la tecnologia, ma il modello stesso di sviluppo industriale.



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