Un patto strategico per migliorare i servizi pubblici locali. Il Comune di Verona e l’Università degli Studi di Verona hanno firmato un accordo che mira a rafforzare gestione, controllo ed efficienza delle attività affidate a società partecipate ed enti strumentali.
Al centro dell’intesa, promossa dal Dipartimento di Scienze Giuridiche, ci sono due pilastri: formazione dei dipendenti pubblici e analisi scientifica dei modelli di gestione dei servizi a rilevanza economica.
📊 Servizi sotto la lente: dai rifiuti alle mense
L’obiettivo è chiaro: migliorare servizi fondamentali per i cittadini come:
- raccolta rifiuti (circa 60 milioni di euro)
- verde pubblico (4 milioni di euro)
- refezione scolastica
- trasporto
- patrimonio gestito da Agec
“È un accordo importante perché il Comune gestisce moltissimi servizi pubblici, cresciuti nel tempo in risposta alle esigenze della città” ha spiegato l’assessore Michele Bertucco. “Ora è necessario fermarsi, analizzarli e capire come migliorarli, razionalizzarli e rispondere in modo più efficace ai bisogni dei cittadini. L’Università può darci un supporto fondamentale in questo percorso. Parliamo di servizi con una rilevanza economica molto significativa: dalle mense al trasporto scolastico, dalla raccolta rifiuti, che vale circa 60 milioni di euro, al verde pubblico che ne vale 4, fino alle attività gestite da Agec. Proprio per questo è fondamentale costruire una strategia che unisca efficienza, qualità e pieno rispetto delle norme”.
⚖️ Focus su responsabilità e nuove norme
Uno degli aspetti centrali riguarda la responsabilità amministrativa dei dipendenti pubblici, anche alla luce della recente Legge n. 1/2026.
“Per noi è un’opportunità per coniugare l’analisi scientifica con le esigenze concrete della gestione” ha sottolineato Giuseppe Comotti, direttore del Dipartimento. “È una sinergia che può produrre risultati utili e replicabili anche in altri ambiti”.
Nel concreto, verrà attivato un percorso formativo dedicato.
“Avvieremo un corso rivolto ai dipendenti, in particolare sulla responsabilità amministrativa, anche alla luce delle recenti riforme” ha spiegato il professor Jacopo Bercelli. “Parallelamente, analizzeremo i diversi modelli di gestione dei servizi pubblici locali, un ambito complesso e in continua evoluzione normativa”.
🏛️ Un percorso strutturato, non episodico
L’accordo si inserisce in una strategia più ampia di collaborazione tra istituzioni.
“È uno dei tanti accordi formativi con l’Università, ma su un tema particolarmente delicato” ha evidenziato il direttore generale Luciano Gobbi. “Parliamo di servizi essenziali per i cittadini, sempre più complessi. Una metodologia di controllo e verifica del loro funzionamento è fondamentale. Non sarà un’azione episodica: è l’inizio di un percorso che introdurrà metodologie concrete per migliorare l’efficienza dei servizi pubblici.”
Sulla stessa linea il dirigente Mario Petrin: “Dobbiamo continuare a studiare e aggiornare le competenze. I servizi pubblici locali sono il cuore della vita della città e richiedono strumenti sempre più adeguati per essere gestiti al meglio”.
🔍 Più controlli sulle partecipate
Tra gli effetti concreti, un rafforzamento delle attività di monitoraggio.
“Come Direzione Partecipate lavoreremo per migliorare il monitoraggio dei servizi affidati alle società” ha spiegato Simone Renon. “L’obiettivo è aumentare efficacia, efficienza e qualità, senza modificare i contratti in essere, ma rafforzando i sistemi di controllo. Tra i servizi coinvolti figurano ambiti strategici come la gestione dei rifiuti, la manutenzione del verde, la sosta, la refezione scolastica e il patrimonio immobiliare”.


















