Dalla protesta al Brennero alla delusione per il voto europeo. La tensione nel mondo agricolo resta alta e Coldiretti Verona non usa mezzi termini dopo la bocciatura della soglia di salvaguardia al 20% sul riso.
A farsi portavoce della protesta è il presidente Alex Vantini, che attacca apertamente le istituzioni europee: “Solo ieri eravamo al Brennero per manifestare con forza la necessità di una protezione reale, ma il voto di oggi dimostra che una parte del Parlamento Europeo ha preferito ignorare la realtà del campo a favore di logiche commerciali che ci danneggiano direttamente”.
Il nodo: concorrenza e prezzi
Al centro della polemica c’è il mantenimento di una soglia ritenuta troppo alta per attivare la clausola di salvaguardia. Una scelta che, secondo gli agricoltori, rischia di lasciare il mercato senza difese.
Lo spiega chiaramente Gianmaria Melotti, risicoltore di Isola della Scala e membro di giunta di Coldiretti Verona: “Aver mantenuto una soglia di attivazione della clausola così alta rende questo strumento una scatola vuota, incapace di arginare l’invasione di riso a dazio zero che schiaccia i nostri prezzi e mette in ginocchio le aziende italiane”.
“Un’occasione persa per l’Europa”
La critica si allarga al piano politico. Nonostante la compattezza dei rappresentanti italiani, secondo Coldiretti la maggioranza europea avrebbe scelto di non intervenire.
Ancora Vantini: “È profondamente deludente constatare che, nonostante la compattezza dei parlamentari italiani – e colgo l’occasione di ringraziare i nostri rappresentati veronesi – la maggioranza europea abbia scelto di non correggere un errore macroscopico. Non si può pretendere che i nostri agricoltori rispettino disciplinari di produzione rigidissimi e poi lasciarli in balia di una concorrenza sleale proveniente da Paesi terzi. Quella di oggi è un’occasione persa per dimostrare che l’Europa crede davvero nella sovranità alimentare e nella tutela delle proprie eccellenze agricole”.
La mobilitazione continua
Nonostante lo stop arrivato da Bruxelles, la protesta non si ferma. Il messaggio è chiaro: la battaglia per la tutela del riso italiano continuerà.
“Nonostante questo schiaffo, la nostra mobilitazione non si ferma qui. Il riso italiano è un patrimonio nazionale e continueremo a dare battaglia affinché il lavoro dei nostri soci non venga sacrificato sull’altare di accordi commerciali che non tengono conto della dignità di chi produce cibo sano e sicuro per tutti”, conclude Vantini.
Una presa di posizione netta che riaccende il confronto tra agricoltura italiana e politiche commerciali europee, con il rischio di nuove proteste già nei prossimi giorni.
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