Parte con il piede giusto la stagione delle fragole nel Veronese. Il clima favorevole delle ultime settimane, con giornate miti e notti fresche, ha creato le condizioni ideali per una produzione abbondante e di qualità elevata. Ma dietro ai frutti rossi e profumati si nasconde una realtà più complessa: prezzi stagnanti e costi in forte crescita mettono sotto pressione le aziende agricole.
Qualità al top grazie al clima
Nel Basso Veronese la raccolta è iniziata da circa due settimane e ora entra nel vivo con le varietà rifiorenti, tra cui la Vivara, apprezzata per la sua vigoria e per i frutti di grande pezzatura, dal colore rosso brillante.
A fare la differenza è stata soprattutto l’escursione termica tra giorno e notte, che ha garantito una maturazione graduale e uniforme.
“Stiamo entrando nel vivo della raccolta e devo dire che quest’anno la qualità è meravigliosa – sottolinea Damiano Valerio, referente per il prodotto di Confagricoltura Verona –. Le fragole sono belle, rosse e dolci. Il meteo, finora, ci ha aiutato, con temperature tiepide durante il giorno e notti fresche, garantendo una maturazione graduale. L’anno scorso, in questo periodo, aveva fatto troppo caldo, compromettendo una parte dei frutti. Se continuerà così, saremo soddisfatti.”
Prezzi fermi, costi alle stelle
Nonostante l’ottima qualità, il mercato non sorride. L’abbondanza di prodotto, soprattutto quello proveniente dalla Spagna e da altre aree del Sud Europa, sta tenendo i prezzi bassi.
“Purtroppo sul mercato c’è tanta quantità di prodotto, proveniente in gran parte dalla Spagna e da altre zone a Sud. Questo ha fatto sì che, finora, i prezzi siano stagnanti, mentre i costi sono aumentati a dismisura tra gasolio agricolo, materie prime e imballaggi. Per le aziende agricole è sempre più difficile far tornare i conti, tanto più che dobbiamo aggiungere i costi della burocrazia, sempre più pesanti”.
Una situazione che evidenzia ancora una volta la fragilità del comparto agricolo, stretto tra concorrenza estera e aumento dei costi.
Raccolta fino a giugno, poi si riparte
La stagione proseguirà fino a fine giugno. A luglio, con il caldo intenso, le piante verranno espiantate per essere ripiantate ad agosto. Da settembre partirà poi la raccolta autunnale, destinata a concludersi ai primi di dicembre.
Export e manodopera: segnali positivi
La domanda resta comunque sostenuta, soprattutto all’estero. Le fragole veronesi vengono esportate in diversi Paesi europei.
“Il prodotto veneto è di qualità e quindi ha molta richiesta, sia in Italia che all’estero – riferisce Damiano Valerio –. Quest’anno vendiamo soprattutto in Germania, Danimarca e Repubblica Ceca, prevalentemente a grossisti.”
Sul fronte della manodopera, non si registrano particolari criticità: nelle prossime settimane arriveranno squadre di lavoratori specializzati dall’Est Europa, pronti a gestire il picco produttivo.
Un’eccellenza del territorio
In Veneto si contano circa 410 ettari coltivati a fragole, di cui l’80% concentrato proprio nel Veronese. Un prodotto che non è solo simbolo di qualità, ma anche protagonista in cucina: dalle preparazioni dolci ai piatti più creativi.
E non solo gusto: le fragole sono ricche di vitamine C e A, oltre che di minerali come potassio, calcio e ferro. Un concentrato di salute, oltre che di sapore.


















