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Traforo delle Torricelle, i sindaci attaccano: “Chi ha votato contro ha tradito Verona”

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La bocciatura della mozione sul Traforo delle Torricelle in Consiglio Provinciale accende lo scontro politico nel Veronese. I sindaci del territorio non usano mezzi termini e parlano di una scelta grave, destinata a pesare sul futuro della mobilità cittadina e provinciale.

Al centro della polemica c’è il voto che ha affossato l’atto a sostegno dell’opera. Per i sindaci non si tratta di un semplice passaggio amministrativo mancato, ma di una decisione politica chiara.

“La bocciatura di questo atto non è un incidente di percorso: è una scelta politica precisa”.

Il documento punta il dito contro chi ha votato contro, ma anche contro chi ha scelto l’astensione. In particolare, viene contestata la posizione del consigliere Moretto e del presidente Pasini, entrambi indicati come protagonisti di un passaggio politico ritenuto molto pesante.

“Il voto contrario del consigliere Moretto e l’astensione del Presidente Pasini rappresentano un fatto politico gravissimo”.

Secondo i sindaci, la sinistra avrebbe confermato una contrarietà già nota alle grandi infrastrutture. Ma la critica più dura riguarda il centrodestra, e in particolare la Lega, accusata di incoerenza rispetto agli interessi del territorio.

“Non si può, da un lato, dichiararsi a favore del territorio e, dall’altro, nei momenti decisivi, voltargli le spalle”.

Il Traforo delle Torricelle viene definito dai primi cittadini un’opera strategica e necessaria per Verona, non una semplice opzione politica. Per loro, bloccarlo significa lasciare la città dentro problemi già noti: traffico, inquinamento, tempi di percorrenza lunghi e minore competitività.

La richiesta è quindi netta: gli esponenti della Lega e del centrodestra coinvolti chiariscano pubblicamente la propria posizione. Non più parole, ma atti concreti.

“Chi ha votato contro o si è nascosto dietro un’astensione se ne assuma la responsabilità davanti ai cittadini”.

I sindaci annunciano che la battaglia andrà avanti. E il messaggio politico è diretto: sul traforo, dicono, da oggi sarà più chiaro chi vuole difendere il territorio e chi invece lo ostacola.



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