Segnalazioni in città: falsi operatori chiedono di controllare i rifiuti e tentano di entrare nelle abitazioni. Amia Verona chiarisce: “Le attività di AMIA non prevedono alcuna ispezione nelle abitazioni dei cittadini”
Torna l’allarme truffe a Verona, questa volta con un nuovo stratagemma che sfrutta il tema dei rifiuti. Alcuni cittadini hanno segnalato la presenza di finti addetti di Amia che, con la scusa di verificare la conformità dei sacchetti dell’umido, cercano di entrare nelle abitazioni.
Una situazione che ha spinto Amia Verona a intervenire con una comunicazione chiara: “Le attività di AMIA non prevedono alcuna ispezione nelle abitazioni dei cittadini”.
Il meccanismo è semplice quanto pericoloso: i truffatori si presentano come operatori incaricati di controlli sulla raccolta differenziata, chiedendo di accedere all’abitazione o alla proprietà privata. Un comportamento che non rientra in alcuna procedura ufficiale.
L’azienda ribadisce che tutte le attività vengono svolte esclusivamente su suolo pubblico. I tutor informativi, impegnati nei quartieri dove è in corso il cambio del sistema di raccolta, operano sempre all’aperto, fornendo indicazioni ai cittadini direttamente in strada. Nessun operatore è autorizzato a chiedere di entrare in casa.
Il fenomeno si inserisce in una fase di cambiamento per la città: il nuovo sistema di raccolta è già attivo in diverse circoscrizioni e a breve interesserà anche il resto del territorio. Proprio questa fase di transizione può essere sfruttata dai truffatori per rendere più credibile il raggiro.
L’invito è alla massima prudenza: non aprire la porta a sconosciuti che si presentano come addetti ai controlli dei rifiuti e, in caso di dubbi, contattare le autorità.


















