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Soggiorni più lunghi e prenotazioni offline: il 2026 è per Vinitaly l’anno della maturità

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Pouring glass of red wine from a bottle.


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Occupazione in crescita, soggiorni più lunghi e una prevalenza di prenotazioni dirette: i dati di Vinitaly 2026 raccontano una manifestazione sempre più solida e orientata alla qualità della domanda.

L’edizione 2026 restituisce infatti l’immagine di un evento ormai maturo, capace di crescere nel tempo senza perdere equilibrio. Negli ultimi tre anni il trend si conferma positivo, con un aumento dell’occupazione del 3% rispetto al 2024 e un ulteriore incremento dell’1,5% rispetto al 2025, fino a sfiorare l’89% nel Comune di Verona.

Un dato che fotografa una città piena, ma non satura, con ancora margini di disponibilità, soprattutto nelle ultime giornate della manifestazione.

Anche la provincia segue lo stesso andamento, attestandosi su livelli analoghi di occupazione: un segnale chiaro di come l’impatto dell’evento sia ormai diffuso su tutto il territorio, e non limitato al solo capoluogo.

Il centro storico si conferma il cuore pulsante dell’evento, arrivando vicino al tutto esaurito, mentre il resto della città mantiene performance in linea, contribuendo a una distribuzione più equilibrata dei flussi.

Un altro dato significativo riguarda la durata dei soggiorni: la media sale a circa quattro notti nel Comune e tre in provincia, segno di un pubblico che non si limita più alla visita in fiera, ma sceglie di vivere la destinazione con maggiore consapevolezza e tempo.

Sul fronte dei canali di vendita, continua a prevalere il rapporto diretto: circa due terzi delle prenotazioni avvengono offline, mentre le piattaforme online si fermano intorno al 10%. Un elemento che evidenzia il valore delle relazioni consolidate, in particolare con il pubblico business.

Per quanto riguarda le provenienze, restano predominanti gli italiani, anche se una quota rilevante di prenotazioni non riporta la nazionalità, suggerendo cautela nell’analisi dettagliata dei mercati.

“I numeri ci dicono che Vinitaly continua a funzionare molto bene, ma in modo più maturo. Verona non vive più solo il picco dell’evento, ma costruisce valore lungo tutto il soggiorno. La crescita della durata media e la tenuta dell’occupazione confermano che il pubblico si muove con maggiore programmazione e attenzione. È un segnale positivo: significa avere una domanda più stabile, meno legata all’urgenza e più interessata all’esperienza complessiva della destinazione”, commenta Paolo Artelio, presidente di Destination Verona & Garda Foundation.

Sulla stessa linea anche l’analisi degli operatori del settore alberghiero.

“Vinitaly resta uno degli eventi più forti per Verona, capace di trasformare la città in una vera capitale del vino”, aggiunge Maurizio Russo, presidente Federalberghi Confcommercio Verona. “Non è stato un anno di boom assoluto, ma un’edizione solida e stabile, con una domanda di qualità ma più razionale. Abbiamo visto camere ancora disponibili, soprattutto nella giornata del 14, e albergatori sempre più attenti alle esigenze delle aziende, che tendono ad alternare i collaboratori nella stessa camera prenotata. La clientela è sempre più qualificata e consapevole”.



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