Home Articoli Ugolini Vini conquista Vinitaly: il racconto di un’esperienza tra eleganza e territorio

Ugolini Vini conquista Vinitaly: il racconto di un’esperienza tra eleganza e territorio

Condividi
Giambattista Ugolini e Michele Croce


Condividi

Ci sono stand che visiti e stand che vivi. Quello di Ugolini Vini, al Vinitaly 2026, per noi del Mattino di Verona, è stato senza dubbio il secondo caso: un’esperienza completa, fatta di vino, relazioni e territorio, capace di raccontare la Valpolicella in modo autentico e coinvolgente.

Fin dal primo ingresso, si è percepito che qui nulla è stato lasciato al caso. L’atmosfera è stata elegante ma accogliente, con un continuo via vai di operatori HO.RE.CA., buyer internazionali e appassionati. Ma soprattutto, si respira una cosa rara: tempo dedicato al racconto, alla spiegazione, alla condivisione.

Un viaggio nella Valpolicella, calice dopo calice

Il percorso di degustazione è stato uno dei punti più forti. Non una semplice sequenza di vini, ma un vero viaggio dentro le diverse anime della denominazione.

Dal “Pozzetto” Valpolicella Classico DOC 2023, fresco e immediato, fino alla profondità dell’“Amarone della Valpolicella Classica DOCG” nelle annate 2016, 2015 e 2013, ogni assaggio ha raccontato un pezzo di storia. In mezzo, etichette come il “San Michele” e il “Monte Solane Ripasso” hanno costruito un percorso coerente, preciso, mai banale.

E poi il Recioto, che chiude il cerchio con una nota dolce e avvolgente. Un equilibrio raro, che dimostra quanto la mano di Ugolini sia riconoscibile: precisione, eleganza, rispetto della materia prima.

Quando il vino incontra la cucina

Ma la vera sorpresa – per chi pensa ancora al Vinitaly come a una semplice fiera – è stata l’esperienza gastronomica. Perché da Ugolini Vini il vino non è mai solo.

I piatti, protagonisti assoluti, hanno portato in fiera un pezzo di Verona: perfetti per esaltare ogni sfumatura nel bicchiere. Abbinamenti studiati, mai casuali, che hanno trasforma la degustazione in qualcosa di più: un’esperienza sensoriale completa.

È qui che si capisce davvero il senso di questo stand: non solo presentare vini, ma farli vivere.

Molto più di una presenza

Per Ugolini Vini, il Vinitaly non è solo una vetrina. È un luogo di relazione, di confronto, di crescita. E per noi che lo abbiamo vissuto da dentro, resta la sensazione di aver partecipato a qualcosa di autentico.

In un contesto spesso frenetico, questo stand si distingue per una scelta precisa: rallentare, raccontare, condividere.

Ed è proprio questa la sua forza.



Ti potrebbe interessare...

Nuovo Cda per Anima Holding, leader del risparmio gestito: presenza veronese nel board

VERONA / MILANO – E’ stato rinnovato il Consiglio di Amministrazione della...

Agromafie, Coldiretti: via libera alla “legge Caselli” per la tutela della filiera da 707 miliardi

La Camera ha approvato in via definitiva il disegno di legge sui...

Vinitaly, navette ATV: oltre 136 mila passeggeri in quattro giorni

Sono stati 136.046 i passeggeri che hanno utilizzato le navette gratuite messe...

Viabilità Vinitaly, bilancio del Comune e rilievi di Fratelli d’Italia

Bilancio positivo per la viabilità durante Vinitaly 2026 secondo l’Amministrazione comunale, ma...

“Autospurgo