La rettrice Chiara Leardini: “Attrarre e trattenere talenti è una responsabilità del territorio” . Ricerca, giovani studiosi e dimensione europea al centro della strategia dell’ateneo.
È stato inaugurato ieri nell’aula magna del Polo Zanotto, il 43° anno accademico 2025-2026 dell’Università di Verona, prima cerimonia di apertura guidata dalla rettrice Chiara Leardini.
Un momento solenne che ha rappresentato anche l’occasione per tracciare le linee strategiche dell’ateneo per i prossimi anni, con particolare attenzione al rapporto con il territorio, alla valorizzazione dei giovani ricercatori e alla dimensione internazionale della ricerca.
“Il primo orizzonte del nostro cambiare verso è il territorio e le nuove generazioni. Non possiamo formare talenti per poi regalarli ad altri territori. Trattenere i talenti è una responsabilità collettiva, non solo universitaria. Riguarda la capacità di un territorio di credere nei propri giovani”, ha sottolineato la rettrice nel suo intervento di apertura.
La cerimonia si è aperta con il richiamo al ruolo strategico delle alleanze tra università, istituzioni e sistema produttivo.
“Nessuna università, da sola, può invertire una traiettoria demografica o costruire attrattività strutturale. La differenza la fanno le alleanze, la fanno le istituzioni che dialogano, la fanno le imprese che investono in competenze remunerate adeguatamente. La fanno i territori che scelgono di essere comunità, non solo geografie. Su questo abbiamo lavorato nei primi cinque mesi del mio mandato dando vita all’Agenda Territori Attrattivi, che nasce dalla convinzione che l’attrattività sia una competizione tra luoghi, fatta anche della capacità di generare condizioni di vita, di lavoro, di ricerca, in cui le persone possano immaginare un futuro”, ha spiegato Leardini.
Alla cerimonia sono intervenuti anche il presidente della Regione Veneto Alberto Stefani e il sindaco di Verona Damiano Tommasi.
“I risultati raggiunti dall’Università di Verona contribuiscono in modo determinante alla crescita culturale, sociale ed economica del nostro territorio”, ha dichiarato Stefani. “Questo ateneo si conferma una realtà dinamica, con una crescente attenzione all’internazionalizzazione, all’occupabilità dei laureati e alla qualità dei percorsi formativi. La Regione – insiste Stefani – farà la sua parte per sostenere il diritto allo studio, valorizzare il merito e creare le condizioni affinché la nostra sia sempre più terra di opportunità, dove costruire un progetto di vita – conclude – Desidero ringraziare la rettrice, il corpo docente, il personale tecnico-amministrativo e tutti coloro che, con passione e competenza, rendono possibile questo percorso di eccellenza. Buon anno accademico a tutti”.
Il sindaco Tommasi ha sottolineato il valore della collaborazione tra istituzioni e università.
“Come amministrazione crediamo molto nel valore delle reti: alleanze tra università, istituzioni, imprese e realtà del territorio che condividono obiettivi comuni – ha affermato –. Solo lavorando insieme possiamo rendere la nostra città e il nostro territorio più attrattivi, capaci di trattenere i talenti valorizzandoli e di attrarne di nuovi. Le scelte che facciamo nelle istituzioni locali, dalle politiche sulla mobilità a quelle sull’economia, sul turismo e sulla cultura, contribuiscono a costruire il modello di sviluppo della città che deve avere un respiro sempre più internazionale. In questo percorso l’università è un partner fondamentale. Per questo sosteniamo e condividiamo le sue attività e i suoi progetti. Ne è un esempio l’accordo recentemente approvato all’unanimità dal Consiglio comunale per lo sviluppo delle attività di Scienze motorie, con una concessione di spazi di lungo periodo pari a 50 anni: una scelta che dimostra come, al di là delle differenze politiche, ci sia la volontà comune di far crescere l’Università di Verona in stretta collaborazione con la città. Credo anche che non dobbiamo temere le esperienze internazionali dei nostri giovani. Viaggiare, studiare o lavorare all’estero arricchisce le persone e amplia le loro visioni. La vera sfida per noi istituzioni è creare le condizioni perché questi giovani possano tornare e trovare qui un terreno fertile dove mettere a frutto con entusiasmo le competenze acquisite. Per questo il tema della meritocrazia resta centrale. Dobbiamo costruire un Paese in cui impegno, preparazione e dedizione siano riconosciuti e valorizzati. Sono convinto che i nostri studenti siano molto apprezzati nel mondo proprio per la qualità della loro formazione. Il nostro compito, come istituzioni, è continuare a lavorare insieme – università, imprese e territorio – per creare opportunità, rafforzare questo ecosistema e rendere la nostra città un luogo in cui i giovani possano crescere, tornare e costruire il proprio futuro”.
Secondo i dati ricordati dalla rettrice, in Veneto circa un giovane su due tra quelli che emigrano è laureato, segno di una forte mobilità di competenze.
“Il nostro Piano strategico triennale nasce da qui: attrarre, formare e trattenere persone di valore, promuovendo ricerca di qualità, didattica innovativa e integrazione con il territorio, in un contesto internazionale e digitale. È una strategia di sviluppo per cui non dobbiamo solo attrarre studentesse e studenti da fuori; dobbiamo convincere molti più giovani, anche del nostro territorio, che l’università può essere una scelta decisiva per il loro futuro”, ha spiegato.
Un obiettivo che passa anche dal rafforzamento della ricerca. L’ateneo investirà oltre 33 milioni di euro per il reclutamento di giovani ricercatori, all’interno di un piano triennale da quasi 80 milioni di euro. Inoltre, dal prossimo ciclo di dottorato, la borsa sarà aumentata di 100 euro netti mensili e sarà introdotta l’esenzione dalla tassa di iscrizione per tutti i dottorandi.
L’Università di Verona conta oggi quasi 30.000 studenti e negli ultimi cinque anni ha ottenuto oltre 600 progetti competitivi, per più di 100 milioni di euro destinati alla ricerca. La produzione scientifica supera le 3000 pubblicazioni annue, a conferma di un sistema della ricerca sempre più competitivo a livello internazionale.
Durante la cerimonia è intervenuta anche Marianna Purgato, docente di Psichiatria del dipartimento di Neuroscienze, biomedicina e movimento e vincitrice di un Erc Consolidator Grant, che ha illustrato il progetto Peace – Aiuto psicologico di precisione basato sull’evidenza per i bambini in emergenza, finanziato dalla Commissione europea con 1,844 milioni di euro.
Lo studio punta a sviluppare un modello di psicologia di precisione per sostenere i minori che vivono in contesti di conflitto, violazioni dei diritti umani o estrema povertà, offrendo interventi psicologici calibrati sulle caratteristiche cliniche e sociali di ciascun bambino.
Roberto Posenato, delegato della rettrice per la Transizione all’intelligenza artificiale, ha introdotto la lectio magistralis sul tema “Robotica e intelligenza artificiale per accrescere il potenziale umano” di Maria Chiara Carrozza, docente di bioingegneria e biorobotica all’Università di Milano-Bicocca ed ex presidente del Consiglio nazionale delle ricerche, che ha parlato di robotica e intelligenza artificiale come strumenti per accrescere il potenziale umano.
“L’intelligenza artificiale non possiede coscienza, per quanto avanzata e utile, ma può e deve essere uno strumento per arricchirla, non impoverirla”, ha spiegato Carrozza, sottolineando anche le future sfide etiche legate a privacy, libertà cognitiva e proprietà dei dati.
Nel suo intervento conclusivo la rettrice ha ribadito il ruolo dell’università nello sviluppo della città: “Vogliamo che l’Università sia protagonista di Verona 2040, non spettatrice del suo futuro. Una città universitaria non ospita studenti. È una città che cresce con loro e la nostra comunità può rappresentare anche un presidio sociale e sicuro per la città. Il secondo orizzonte del nostro cambiare verso riguarda l’identità e la responsabilità pubblica dell’Università. L’identità di un ateneo non si misura solo con numeri o con ranking. Si costruisce con le persone, con le loro energie, con le scelte quotidiane e con il senso di appartenenza e di responsabilità”.
La parola è poi passata alle rappresentanze della comunità accademica, con gli interventi della presidente del Consiglio studentesco Irene Lupi e del rappresentante del personale tecnico-amministrativo Silvano Pasquali.
La presidente ha sottolineato come la narrazione che descrive i giovani come disinteressati non corrisponda alla realtà degli atenei, dove la partecipazione cresce quando vengono garantiti strumenti concreti, spazi accessibili e un diritto allo studio realmente inclusivo. «Come Consiglio studentesco sentiamo spesso ripetere la narrazione che dipinge la nostra generazione come disinteressata, poco partecipe e svogliata».
Il rappresentante del personale tecnico-amministrativo ha invece richiamato l’importanza delle persone e delle relazioni nel funzionamento dell’università, evidenziando come collaborazione e senso di comunità siano il vero valore dell’ateneo e una risorsa su cui investire per il futuro. «Molte cose passano, cambiano, si trasformano. Ma una cosa rimane: le persone».
Il terzo orizzonte del cambiare verso è europeo. In questo senso, è stata significativa la presenza dei rettori di tre università europee partner del progetto Eu gift, l’alleanza universitaria europea di cui l’Università di Verona è l’unico ateneo italiano membro. Alla cerimonia hanno infatti preso parte Cristina Maria Teixeira Saraiva, prorettrice per l’Internazionalizzazione e le Partnership istituzionali dell’University of Trás-os-Montes e Alto Douro (Portogallo), Tibor Juhász, prorettore per la Ricerca dell’Eszterházy Károly Catholic University (Ungheria), e Cornel Catoi, rettore dell’Università di Cluj-Napoca (Romania), a testimonianza della dimensione sempre più internazionale e collaborativa dell’ateneo veronese.
“L’alleanza Eu gift, testimoniata dalla presenza degli ospiti accademici, è qualcosa in più di una semplice rete – ha spiegato la rettrice – È un laboratorio di integrazione europea. Verona vuole essere parte attiva di questo spazio, una città universitaria europea dove già ora oltre 1700 studenti e studentesse sono internazionali. Per questo realizzeremo a breve un‘International House: uno spazio fisico e simbolico per la comunità internazionale – studentesse e studenti, visiting professor, ricercatrici e ricercatori – ma aperto alla città. L’Università di Verona è pronta a fare la sua parte con coraggio, visione e responsabilità. E insieme – istituzioni, imprese, realtà sociali e comunità accademica – possiamo davvero cambiare verso”.
- 43° anno accademico 2025-2026
- Agenda Territori Attrattivi
- Alberto Stefani
- Chiara Leardini
- Cornel Catoi
- Cristina Maria Teixeira Saraiva
- damiano tommasi
- Eu gift
- intelligenza artificiale
- Irene Lupi
- Maria Chiara Carrozza
- Marianna Purgato
- piano strategico
- Presidente Regione Veneto
- Progetto Peace
- rettrice università di verona
- Roberto Posenato
- robotica
- Silvano Pasquali
- sindaco di verona
- talenti
- territorio
- Tibor Juhász
- università di verona
- Univr













