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Rugby: Avezzano piega Verona, ma gli antracite restano in corsa

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Una battaglia vera, sporca di vento e di fango, di nervi tesi e mischie infinite. Il Verona Rugby cade 16-10 sul campo dell’Isweb Avezzano Rugby, ma esce dall’“A. Trombetta” con l’orgoglio intatto e la consapevolezza di essere ancora pienamente dentro la corsa playoff.

In Abruzzo va in scena forse la trasferta più complicata dell’anno. Non solo per il valore dell’avversario, diretto concorrente nella volata finale, ma anche per una settimana anomala e carica di tensione vissuta dagli antracite.

Zorzetto accende la speranza

L’avvio è subito condizionato dal solito vento di Avezzano. Il gioco al piede diventa un rebus, l’handling ne risente, le touche sono una lotteria. Lamensa ha la chance di muovere il punteggio ma il tentativo è corto.

Poi, al quarto d’ora, lo squillo: splendido 50-22 di Lamensa, occasione costruita e, dopo una mischia dominante in zona rossa, il drive che porta in meta Zorzetto. Trasformazione e Verona avanti 7-0.

Avezzano reagisce con un piazzato di Joubert e comincia a martellare. Gli abruzzesi spingono con fisicità in ogni punto d’incontro, costringono Verona nei propri ventidue, ma il muro antracite regge. Un “tenuto alto” salva i veronesi da una meta già scritta.

La ripresa cambia l’inerzia

Nel secondo tempo la tensione sale. Dopo una lunga sequenza di mischie ravvicinate, il centro Lisciani sfonda per la meta del sorpasso (10-7).

Verona non si disunisce. Un fallo dei padroni di casa permette all’esordiente Scaldaferri di firmare i suoi primi punti in antracite: piazzato centrale, 10-10.

Ma la partita si spezzetta, si gioca a fiammate. Joubert riporta avanti Avezzano dalla piazzola, prima con un calcio lungo (13-10) e poi nel finale per il definitivo 16-10.

Finale amaro, ma testa alta

Negli ultimi minuti il Verona Rugby getta il cuore oltre l’ostacolo. Drive, pick and go, gioco aperto: gli antracite tengono Avezzano nel proprio angolo e cercano quella meta che cambierebbe tutto. Non arriva.

Arriva però qualcosa di altrettanto importante: la dimostrazione che la squadra di coach Badocchi è viva, compatta, pronta a lottare fino all’ultimo metro di questa stagione.

Il punto non entra in classifica, ma la prova di carattere sì. E pesa.

Ora il Petrarca al Payanini

Dopo la pausa si torna al Payanini Center per un’altra finale anticipata contro il Petrarca. La lotta playoff è più aperta che mai e Verona, seconda in classifica, sa di potersela giocare fino in fondo.

Gli antracite ci sono. E non hanno intenzione di mollare proprio adesso.



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