Home Articoli Stop al Reddito di cittadinanza, boom di invalidità? Coincidenze che fanno riflettere (e sorridere amaro)

Stop al Reddito di cittadinanza, boom di invalidità? Coincidenze che fanno riflettere (e sorridere amaro)

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Ufficialmente non c’è alcun collegamento. Ufficiosamente, però, i numeri qualche sopracciglio lo fanno alzare. E parecchio.
Secondo l’Ufficio studi della CGIA, al 31 dicembre 2024 in Veneto le pensioni di invalidità – tra previdenziali e civili – hanno raggiunto quota 246.500, pari al 5,1% della popolazione. Un dato tra i più bassi d’Italia, sia chiaro. Ma con una particolarità interessante: le sole pensioni di invalidità civile sono aumentate del 6,3% tra il 2020 e il 2024, con una bella accelerazione proprio dopo l’addio al Reddito di cittadinanza.

Naturalmente è solo una coincidenza. Come il fatto che piova sempre quando lavi la macchina.

Reddito addio, invalidità benvenute?

Il Reddito di cittadinanza serviva a combattere la povertà e favorire l’inclusione lavorativa. Le pensioni di invalidità tutelano chi ha reali limitazioni fisiche o psichiche. Due mondi diversi, ci dicono. Tutto vero, per carità.
Peccato però che l’abolizione del Reddito abbia lasciato scoperte migliaia di persone con difficoltà occupazionali strutturali, per le quali il mercato del lavoro resta una chimera. E allora, guarda caso, l’unico sostegno certo e continuativo rimasto è diventato l’assegno di invalidità civile.

Dimostrare una correlazione diretta è “impraticabile”, spiegano gli studiosi. Mancano i dati comparabili, il tema è delicato, i diritti fondamentali non si discutono. Tutto giusto. Ma il dubbio resta. Soprattutto in alcune aree del Paese, dove le invalidità crescono più velocemente della popolazione.

Nord virtuoso, Sud… molto tutelato

La classifica nazionale è di quelle che non sorprendono più nessuno.
In cima troviamo Calabria (13,2%), Puglia (11,6%), Umbria (11,3%) e Sardegna (10,7%). In fondo, tutte insieme appassionatamente, Piemonte, Lombardia e Veneto, ferme al 5,1%.
A livello provinciale il podio è altrettanto “stabile”: Reggio Calabria, Lecce, Crotone. In Veneto, invece, i valori più alti sono a Rovigo (6,5%), seguita da Venezia e Belluno.

Insomma, al Nord si resiste, al Sud si… certifica.

La spesa corre (ma piano, tranquilli)

Nel 2024 la spesa nazionale per le pensioni di invalidità civile ha toccato i 21 miliardi di euro, con quasi la metà concentrata nel Mezzogiorno. La Campania guida la classifica con 2,73 miliardi, davanti a Lombardia e Lazio.
Il Veneto si ferma a 1,25 miliardi, con un assegno medio mensile di 507 euro. Non proprio una fortuna, ma spesso l’unica entrata stabile per interi nuclei familiari.

Morale della favola

Nessun legame ufficiale, nessuna accusa, nessun sospetto dichiarato. Solo numeri.
Però fa un certo effetto notare che quando scompare una misura di sostegno alla povertà, ne cresce un’altra che richiede una certificazione sanitaria.
Sarà un caso. O forse no.
Di certo, la povertà non è sparita. Ha solo cambiato modulo da compilare.



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