Dopo l’anteprima da parte del Mattino sul nuovo (e discutibile) rebranding del Gruppo Agsm Aim, che diverrà “Magis“, ecco il durissimo intervento della capogruppo di Fare con Tosi, Patrizia Bisinella: una scelta che, secondo la consigliera, cancella oltre un secolo di storia e comporta costi ingenti senza alcuna reale motivazione.
«Che Agsm Aim volesse rinfrescare il logo poteva anche essere comprensibile. Nessuno è contrario a uno svecchiamento dell’immagine. Il vero problema è un altro: perché cambiare il nome? Qual è la motivazione reale dietro un renaming di un brand storico che appare privo di logica, di necessità e soprattutto di trasparenza?» afferma Bisinella.
“Un nome nato nel 1898 cancellato senza una spiegazione credibile”
Per la capogruppo di Fare con Tosi, la scelta di abbandonare un marchio identitario come Agsm Aim, nato nel 1898 e legato profondamente alle comunità di Verona e Vicenza, rappresenta un’operazione «non chiara e nemmeno commercialmente comprensibile».
A rendere la decisione ancora più contestata è il costo del rebranding: «Ben 1 milione di euro per il nuovo nome “Magis”, un acronimo – una cifra assurda in un momento in cui famiglie e imprese lottano con bollette pesantissime».
Ricorda inoltre che il gruppo produce utili per oltre 30 milioni di euro: risorse che, a suo avviso, dovrebbero essere destinate a ridurre le tariffe e sostenere chi è in difficoltà, non a un restyling «che nessuno aveva chiesto e che nessuno ha spiegato».
Dubbi sulle procedure e sui costi complessivi
Bisinella pone una serie di interrogativi puntuali:
- Come è stata selezionata l’agenzia incaricata del rebranding?
- Quale procedura è stata seguita?
- Esistono analisi di mercato che giustifichino il cambio di nome?
- Quali saranno i costi della comunicazione necessaria a far conoscere il nuovo marchio?
- Qual è l’ammontare delle spese per aggiornare documenti, mezzi, insegne, divise, strumenti aziendali?
Domande a cui, sottolinea, i cittadini hanno diritto di avere risposta: «Con soldi pubblici servono trasparenza, precisione, chiarezza».
“Non si può pensare di coprire i problemi gestionali con un nuovo nome”
Il giudizio politico espresso da Bisinella è tranchant:
«Se si pensa che un nuovo nome possa far dimenticare problemi gestionali e scelte discutibili, siamo all’illusione più che alla strategia. Un’azienda partecipata non può giocare con la sua identità storica per un’operazione di immagine dal costo stellare».
La capogruppo conclude annunciando le iniziative che porterà in Consiglio:
«Presenterò un’interrogazione e chiederò la convocazione di una commissione consiliare con il sindaco Tommasi per conoscere i dettagli dell’operazione, le valutazioni di mercato effettuate e ogni singola voce di costo. Un’azienda storica come Agsm Aim non merita un colpo di spugna sulla sua identità senza spiegazioni. E cittadini e imprese di Verona e Vicenza non devono pagare il prezzo di un renaming illogico».


















