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IN VACUI porta la poetica del segno di Carlo Scarpa nel cuore di Castelvecchio

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Un viaggio immersivo dentro l’archivio di Carlo Scarpa, tra schizzi, appunti e intuizioni progettuali che hanno fatto scuola. Dal 28 novembre 2025 al 1° marzo 2026, il Museo di Castelvecchio ospita IN VACUI. Attraverso la poetica del segno, installazione temporanea frutto della collaborazione tra Comune di Verona, Musei Civici, Archivio Carlo Scarpa e Università degli Studi della Repubblica di San Marino.

La partnership, nata nel 2024 grazie al corso di Information Design Lab guidato dai professori Marco Luitprandi e Giorgio Uboldi, ha coinvolto cinque giovani designer chiamati a reinterpretare l’universo grafico scarpiano. Tra i progetti proposti, è stato scelto IN VACUI, un lavoro capace di restituire – con un linguaggio fresco e sperimentale – la centralità del segno come strumento narrativo e progettuale.

L’installazione si sviluppa nella prima sala della Galleria dei Dipinti, dove una lunga tavola lignea, collocata in obliquo sulla panca ricavata da Scarpa dall’antico solaio del museo, espone una costellazione di schizzi tratti dall’archivio. Proprio quei dettagli marginali che spesso sfuggono allo sguardo diventano il punto di partenza per un nuovo viaggio interpretativo.

Grazie al proprio dispositivo mobile, il visitatore può inquadrare ogni segno e visualizzarne la collocazione nella tavola originale, in un dialogo continuo tra digitale e tradizione grafica. È un modo innovativo per avvicinarsi al pensiero scarpiano, che proprio negli appunti dedicati all’allestimento della statua equestre di Cangrande I della Scala trova uno dei nodi museografici più affascinanti e simbolici, oggi valorizzato anche dal recente restauro.

IN VACUI mette così in luce il valore dell’archivio digitale scarpiano e l’attualità del metodo progettuale del maestro, dimostrando come la tecnologia possa diventare strumento filologico e divulgativo nei beni culturali.

Il progetto rimanda all’ampio patrimonio custodito su www.archiviocarloscarpa.it, piattaforma attiva dal 2003 che rende accessibili oltre 4.500 disegni, consultati ogni anno da più di 15.800 utenti, il 42% dei quali provenienti dall’estero.

Un’occasione preziosa, per professionisti e appassionati, per rileggere l’opera di uno dei più grandi architetti italiani del dopoguerra attraverso nuove chiavi di lettura e le visioni delle nuove generazioni del design.



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