“Bene ha fatto Alberto Stefani a voler ripristinare l’Assessorato al Sociale, che in passato era stato assorbito dalla Sanità. È un passo importante. Il Veneto ha oggi bisogno di un piano concreto di riforme strutturali che riporti il sociale al centro delle politiche regionali”.
Con queste parole Stefano Valdegamberi (Lega) commenta la decisione di rimettere al centro il welfare regionale, chiedendo una profonda revisione dei modelli organizzativi dei servizi sociali.
Secondo Valdegamberi, infatti, “i modelli approvati negli anni scorsi non riescono più a rispondere ai bisogni di una società profondamente mutata. L’aumento della non autosufficienza, legato all’invecchiamento della popolazione, impone risposte nuove, flessibili e vicine alle persone”.
Tra le innovazioni già previste da leggi regionali ma mai pienamente sviluppate, il consigliere cita “l’affido dell’anziano e l’albergo assistito”, strumenti pensati per favorire la permanenza della persona nel proprio ambiente di vita e ridurre la spinta verso l’istituzionalizzazione.
“Da tempo sostengo che il Veneto abbia bisogno non solo di maggiori risorse, ma soprattutto di nuovi modelli organizzativi: meno burocratici, meno costosi e più umani, capaci di restituire centralità alla persona e ai suoi legami” – aggiunge Valdegamberi – sottolineando l’importanza di valorizzare il principio di sussidiarietà e il ruolo delle famiglie, delle fondazioni e del volontariato.
L’appello è chiaro: “Serve un Veneto che investa nella comunità, che favorisca l’aggregazione e contrasti l’isolamento e la disgregazione che hanno reso la convivenza civile più fragile, più costosa e meno solidale”.
👉 L’obiettivo, conclude, è costruire “un Veneto più giusto, più inclusivo e più umano, capace di prendersi cura di tutti, a partire dai più fragili”.













