Paura e sconcerto nel mondo del giornalismo per l’attentato subito da Sigfrido Ranucci, storico conduttore di Report e volto simbolo del giornalismo d’inchiesta italiano. Due esplosioni, avvenute nella serata di giovedì intorno alle 22 davanti alla sua abitazione di Pomezia, hanno distrutto la sua automobile e quella di sua figlia, parcheggiate una accanto all’altra.
Fortunatamente nessuno è rimasto ferito, ma la tragedia è stata sfiorata: la figlia del giornalista era passata da casa pochi minuti prima della deflagrazione. Sul posto sono intervenuti Carabinieri, Digos, Vigili del Fuoco e Polizia Scientifica, mentre la Procura ha aperto un fascicolo per atto intimidatorio con finalità di terrorismo.
In un post pubblicato sul profilo X di Report si legge: “Questa notte un ordigno è stato piazzato sotto l’auto del giornalista e conduttore di Report, Sigfrido Ranucci. L’auto è saltata in aria, danneggiando anche l’altra auto di famiglia e la casa accanto. Sul posto Carabinieri, Digos, Vigili del Fuoco e Scientifica. La potenza dell’esplosione è stata tale per cui avrebbe potuto uccidere chi fosse passato in quel momento.”
Anche la premier Giorgia Meloni ha espresso vicinanza al giornalista, scrivendo su X: “Esprimo piena solidarietà al giornalista Sigfrido Ranucci e la più ferma condanna per il grave atto intimidatorio da lui subito. La libertà e l’indipendenza dell’informazione sono valori irrinunciabili delle nostre democrazie, che continueremo a difendere.”
Un legame profondo con Verona e con il Mattino
La notizia ha colpito profondamente anche la redazione del Mattino di Verona, che con Ranucci ha condiviso negli anni non solo battaglie giornalistiche ma anche un legame umano sincero. Il giornalista è infatti amico personale dell’editore Michele Croce da oltre dieci anni — un’amicizia nata nel segno della comune passione per la verità, la libertà di stampa e la difesa delle istituzioni democratiche.

Croce, raggiunto dal Mattino, ha voluto esprimere parole di solidarietà e affetto: “Sigfrido è un professionista coraggioso, sempre in prima linea nel raccontare ciò che molti preferirebbero tacere. Questo vile attentato non fermerà la sua voce, né quella di chi crede in un giornalismo libero e indipendente.”
L’episodio ripropone con forza il tema della sicurezza dei giornalisti e del diritto dei cittadini a un’informazione libera dalle minacce. Un principio che Ranucci, con la sua coerenza e integrità, ha sempre incarnato — e che il Mattino di Verona continuerà a difendere, insieme a lui.













