È sotto stretta sorveglianza, monitorato ogni giorno, al centro di una delicatissima operazione di salvataggio: il grande cedro dei giardini di Piazza Bra (pianta n. 2202), da oltre un secolo simbolo verde del cuore di Verona, è a rischio crollo. E la città trattiene il fiato.
Con i suoi 19 metri di altezza e 16 tonnellate di peso, l’albero presenta una preoccupante inclinazione di 18,3 gradi, causata dalla rotazione della zolla di base. Sebbene il movimento si sia momentaneamente arrestato, la situazione resta definita dagli esperti come “altamente precaria”.
AMIA, incaricata dal Comune per la gestione di questo intervento straordinario, lo tiene sotto controllo con un sistema a doppio binario: un filo a piombo per rilevare eventuali spostamenti e un monitoraggio giornaliero dell’inclinazione del tronco. Ma la minaccia rimane: “potrebbe cadere in qualsiasi momento” si legge nella perizia tecnica, pubblicata (o in fase di pubblicazione) sia sulla piattaforma SiGi del Comune che sul sito www.amiavr.it.
Ripercorriamo i fatti.
Il primo campanello d’allarme è arrivato con il sollevamento del terreno sul lato sud-ovest della pianta. La reazione è stata immediata: verifiche, rilievi, test di trazione (pulling test) e un nuovo sopralluogo questa mattina, alla presenza del referente AMIA per il Verde Verticale Francesco Donini, dell’ingegnere Guido Simiele e dell’arboricoltore Nicola Bussola. È attesa nei prossimi giorni anche un’indagine geologica sul sottosuolo.
L’esito delle verifiche, pur confermando il pericolo di crollo, ha rilevato anche un dato incoraggiante: lo stato di salute generale del cedro è buono. Questo apre uno spiraglio alla possibilità di salvaguardare la pianta senza procedere all’abbattimento.
✍️ Comune e Soprintendenza, insieme ad arboricoltori, ingegneri e geologi, stanno lavorando a un progetto di messa in sicurezza che rispetti i vincoli monumentali e paesaggistici, con opere a basso impatto visivo e strutturale, e senza compromettere ulteriormente la stabilità dell’albero o mettere in pericolo il personale.
L’area è ovviamente transennata: le radici potrebbero cedere anche in assenza di eventi esterni. Il cedro, ora più che mai, è un sorvegliato speciale. E Verona attende – con rispetto e con affetto – l’esito di questa delicata missione per salvare uno dei suoi alberi più amati.













