Momenti di Storia, tenutosi a Porta Palio dal 4 al 6 luglio, è stato un evento davvero significativo. Una manifestazione organizzata dal Gruppo Storico 6° Alpini Battaglione Verona, per ricordare (e non dimenticare) il glorioso corpo degli Alpini che durante la I° Guerra Mondiale si distinse non solo per l’onore ma anche per il coraggio dimostrato nel difendere i patri confini.
La manifestazione ha riportato alla mente un’epoca davvero triste per i numerosi giovani morti sui campi di battaglia ma anche istanti di fraternità e vicinanza; elementi, questi, che da sempre caratterizzano il corpo degli Alpini; tre giorni in cui Porta Palio è stata trasformata in una fedele ricostruzione delle zone di guerra del primo conflitto mondiale.

Un evento caratterizzato anche da due momenti di cultura e di ricordo di quei tempi.
Il primo è stata la presentazione del libro “Una città al fronte. Verona e la Grande Guerra nelle cronache dell’Arena”. Si tratta di un testo scritto dal giornalista Giovanni Priante che ha sviscerato aneddoti e storie legate alla cronaca di quel tempo dal giornale cittadino e che ha dato una visione ancora più particolareggiata sia di un modo di scrivere dell’epoca sia di raccontare/narrare di un avvenimento che scosse tutta l’Europa. Il primo grande conflitto raccontato dalle cronache dell’epoca: una visione giornalistica della storia attraverso gli occhi di un giornalista che ha saputo rendere vivo quel periodo.
L’altro appuntamento è stato con il poeta e storico Mauro Dal Fior che ci ha raccontato alcuni particolari ed aneddoti riguardanti Umberto Boccioni, morto a Verona il 17 agosto del 1916. Un soldato e un artista, creatore, insieme a Filippo Tommaso Marinetti del Manifesto tecnico del movimento futurista (1910), seguito, poi, dal Manifesto dei pittori futuristi (1911), redatto insieme a Carlo Carrà, Luigi Russolo, Giacomo Balla e Gino Severini.
Mauro Dal Fior, vero appassionato di arte e storia (e non solo) ha voluto raccontarci alcuni particolari di quei giorni in cui Boccioni, distaccato a Verona durante la I Guerra Mondiale trovò, ahimè, la morte.
Le sue parole sono davvero significative: “Gli avvenimenti legati alla morte di Umberto Boccioni purtroppo sono quasi sconosciuti ai veronesi. Il nostro artista, insieme a dieci futuristi prestava servizio nel battaglione lombardo volontari ciclisti automobilisti che nel 1915 era distaccato sulle rive del lago di Garda e che ebbe il proprio battesimo del fuoco sul monte Baldo”.

Lo storico, inoltre, ha anche descritto alcuni aneddoti amorosi che precedettero la morte dell’artista, e le sue parole sono davvero eloquenti: “Non si può dimenticare, poi, la storia d’amore tra il nostro futurista e la principessa Vittoria Colonna sulle sponde del lago Maggiore che, in un certo senso, si lega alla morte dello stesso Boccioni. È in quel frangente che il nostro protagonista riceve la cartolina precetto nella quale gli viene inviato l’ordine di trasferimento presso l’attuale frazione di Chievo (alla Sorte per la precisione)”.
La voce del nostro interlocutore, a questo punto, si fa più decisa perché ci fornisce quelle emozioni che narrano la storia sia di un soldato, sia di un uomo innamorato: “È qui che avviene quello che nessuno si aspetta. Boccioni, in attesa delle lettere della sua amata. Boccioni, infatti, decide di recarsi da Giorgio Ferrante, colui che le aveva ricevute e, per accelerare i tempi, per leggere le parole che la principessa gli aveva scritto, decide di utilizzare il suo cavallo ma la cavalcata gli è fatale e il nostro soldato, poeta muore a Verona il 17 agosto 1916”.
La conferenza, perciò, ha voluto essere un ricordo di Boccioni soldato a Verona, analizzando i luoghi dove trovò la morte. Un’analisi sia degli ultimi istanti di vita di Boccioni sia un ritratto di colui che, comunque, ha segnato un’epoca nel mondo dell’arte, un pittore che ha saputo cavalcare da protagonista l’onda di un movimento da lui stesso creato insieme a Marinetti che, comunque, è parte della vita di questa nostra nazione.

La manifestazione ha avuto davvero un buon riscontro di pubblico e per tracciare un’analisi significativa della tre giorni abbiamo intervistato il Presidente del Gruppo Storico organizzatore dell’evento: Simone Giardini, ed è con lui che desideriamo dialogare per farci spigare cosa sia stato questo evento.
Presidente Giardini ci può illustrare cosa sia Momenti di Storia?
“Momenti di Storia è una manifestazione giunta alla seconda edizione. Un evento organizzato in collaborazione con la società Mutuo Soccorso di Porta Palio. un progetto il cui intento, sin dall’inizio, è stato quello di far conoscere le porte di Verona utilizzando una lente storica per inquadrare la città durante il primo conflitto mondiale. Momenti di Storia è nato sia per far conoscere il nostro gruppo storico ma anche per dare visibilità ad un periodo storico vissuto nella nostra città.
Il nostro gruppo nasce nel 2009 dopo essere discesi dallo storico cippo del monte Ortigara, il monte storico per eccellenza per gli alpini. Lì è nata l’idea di creare un gruppo alpino che potesse ricordare il Battaglione Verona la cui caserma all’epoca, si trovava in via Pallone”.
Che cosa significa per il vostro gruppo la frase “Per non dimenticare” legandola al corpo degli alpini?

“Il corpo degli Alpini, seppur inferiore numericamente alla fanteria, è di certo il più caro agli italiani perché da sempre ha saputo fare più fratellanza, più gruppo. Gli alpini, da sempre, si ritrovano nei luoghi a loro cari che evocano momenti spesso tristi perché legati ad una guerra che ha causato molti morti. Si tratta di luoghi simbolo come l’Adamello, il Carso, l’Altissimo e naturalmente l’Ortigara: tutte vette che sono state testimoni di quel periodo.
Oltre a questo, non si deve dimenticare che l’attrezzattura militare alpina era superiore a quella della fanteria; ad esempio la gavetta alpina era il doppio perché un alpino doveva fare corpo con il proprio compagno/commilitone. Tutta l’attrezzatura era doppia al fine di prendersi cura del proprio compagno.
Concludendo, sono convinto che questi eventi siano importanti per tutte quelle generazioni di ragazzi che al giorno d’oggi non sanno cosa siano stati i sacrifici di tanti uomini al fronte. Il cippo dell’Ortigara sta proprio a ricordare tutti i caduti della Grande Guerra, posizionato nel 1919, è divenuto l’input che ha dato vita a quella manifestazione che si chiama: Adunata Nazionale degli Alpini”.
Il desiderio del Presidente Giardini è che momenti come quelli vissuti a Porta Palio siano di stimolo per coloro che forse stanno troppo in fretta dimenticando frangenti della nostra storia, della storia dell’Italia. Il nostro augurio è che queste iniziative trovino sempre più spazio per evitare che l’oblio della memoria ci faccia dimenticare da dove veniamo e soprattutto a chi dobbiamo la nostra libertà.













