“Una vicenda molto amara, un’aggressione senza precedenti”. Così l’imprenditore Luigi Frascino, presidente del Cda di Credit Network & Finance Spa, commenta la sentenza che ha visto condannato l’avvocato Luigi Bellazzi per diffamazione nei suoi confronti.
I fatti risalgono al 2018, quando Bellazzi inviò una mail a migliaia di destinatari e pubblicò un post su Facebook in cui insinuava che Frascino fosse “il finanziatore della faraonica campagna elettorale dell’avvocato Michele Croce, nonché il vero presidente di Agsm“. Affermazioni risultate false e lesive dal giudice del Tribunale di Verona Peter Michaeler, che gli sono costate una condanna a 400 euro di multa e a un risarcimento di 8.000 euro, oltre al rimborso delle spese legali per altri 5.000 euro.
La somma verrà devoluta all’Associazione Figli della Shoah, rappresentata da Liliana Segre: “Devolverò l’intera somma all’Associazione Figli della Shoah, rappresentata dalla Senatrice Liliana Segre – ha fatto sapere Frascino in una nota stampa – questo perché ho piacere che i soldi appartenenti a una persona che si proclama, anche orgogliosamente, ‘negazionista’, vada alle vittime di uno dei più grandi drammi della storia”.
Il testo contestato era stato diffuso via mail a centinaia di avvocati e commercialisti e pubblicato anche sul profilo Facebook dell’imputato. In esso, Bellazzi definiva Frascino “un personaggio equivoco”, che si era “mantenuto amico Croce per comprare per un tozzo di pane i dieci milioni di crediti dati apparentemente per persi dal Gruppo Agsm, ma in realtà recuperabilissimi“. Tutto risultato falso.
Non è la prima volta che Bellazzi finisce sotto accusa per esternazioni simili. Come sottolineato dal giudice, Bellazzi è stato già condannato nel gennaio di quest’anno per diffamazione aggravata con conseguente risarcimento danni nei confronti dell’avv. Michele Croce e ci sono altri procedimenti in piedi a suo carico.
Intanto, questa sentenza chiude una pagina buia della politica veronese, in cui il dibattito ha superato il limite della critica per sfociare nella diffamazione.













