Verona ha risposto presente. Nonostante l’allarme lanciato sui social per un presunto raduno dei cosiddetti “maranza” in stazione, piazzale 25 Aprile è rimasto deserto. Nessun gruppo organizzato è sceso dai treni regionali provenienti dalla Lombardia, smentendo le voci circolate nei giorni scorsi e, soprattutto, il provocatorio annuncio del tiktoker Don Ali, uno dei volti noti del gruppo che anni fa si era già reso protagonista di disordini sul Lago di Garda.
A presidiare l’area fin dal mattino non c’erano solo le forze dell’ordine, schierate in assetto antisommossa insieme alla Digos, ma anche numerosi cittadini veronesi, decisi a dare un segnale chiaro: la città non si lascia intimidire.
“Difendiamo Verona con senso civico, non con la violenza”, hanno ribadito in coro i presenti, molti dei quali erano gli stessi che il 2 giugno avevano fatto allontanare un gruppo di giovani provocatori a Peschiera del Garda. Una risposta spontanea, civile e determinata, che non è passata inosservata.
A nulla è servito il tentativo di sfida lanciato via TikTok: i treni da Milano sono arrivati vuoti, segno che chi ha soffiato sul fuoco della provocazione ha ben pensato di rimanere a casa.
Verona ha dunque dato una lezione di responsabilità e compattezza. Nessuna caccia, nessun disordine, ma la ferma volontà di proteggere il territorio, il decoro urbano e la sicurezza collettiva.
Un grazie silenzioso va anche alle istituzioni che hanno gestito con equilibrio la situazione, e ai cittadini che, con la loro presenza, hanno dimostrato che Verona non è terra di conquiste virtuali, ma di comunità vera.
Canis Grandis de la Scala













