Un progetto che è diventato simbolo di come la cultura possa essere il motore di un’economia coesa, innovativa e identitaria. A cinque anni dalla nascita, “67 Colonne per l’Arena di Verona” taglia un traguardo storico: oltre 9 milioni di euro raccolti, con più di 2 milioni solo nel 2025, e un +25% nelle sponsorizzazioni commerciali.
Nato nel 2021 come risposta coraggiosa alla crisi post-pandemica, l’iniziativa della Fondazione Arena di Verona ha saputo costruire una vera comunità di mecenati, imprenditori, istituzioni e cittadini, uniti dall’obiettivo di sostenere uno dei simboli più potenti della cultura italiana nel mondo.
“L’Arena vive grazie all’energia di chi la sostiene”, ha dichiarato la Sovrintendente Cecilia Gasdia, “Con questo spirito ci prepariamo ad aprire un nuovo capitolo fatto di arte, bellezza e legame con il territorio. Il nome Arena continua a ispirare fiducia, in Italia e nel mondo”.
Tra i primi sostenitori, Gian Luca Rana (“Abbiamo chiamato a raccolta il mondo dell’impresa per percorrere insieme questo straordinario viaggio”) e Sandro Veronesi (“Abbiamo avuto il coraggio di dare l’esempio, e oggi l’entusiasmo si è trasformato in azione condivisa”), che hanno dato vita a una rete virtuosa, oggi rafforzata da realtà come UniCredit (Main Partner da 25 anni), AGSM AIM, Generali Italia, Calzedonia, Müller, Volkswagen Group Italia, Fondazione Cariverona e i nuovi ingressi Numia, Acqua San Bernardo, Ferroli, Calvisius Arena Foyer.
Il progetto ha trovato nel Gruppo Editoriale Athesis un media partner stabile: “Abbiamo permesso agli imprenditori veronesi di raccontare la propria storia e unirla a quella millenaria dell’Arena”, ha spiegato Andrea Faltracco.
Sul piano internazionale, l’Arena rafforza la sua vocazione globale con il World Tour dell’Arena Opera Festival, che ha toccato Miami, Shanghai, Berlino, Abu Dhabi, portando il made in Italy lirico nel mondo.
Ma il 2025 segna anche l’avvio di una svolta analitica: la Fondazione Arena ha incaricato Nomisma di condurre uno studio sull’impatto economico, sociale e culturale generato dall’attività areniana, coinvolgendo gli stakeholder locali.
“Verona dovrebbe riaffermare la sua vocazione a capitale dell’Opera”, ha dichiarato il Sottosegretario alla Cultura Gianmarco Mazzi, “l’Arena è un modello unico e un teatro senza eguali”.
Anche l’amministrazione comunale ha espresso il proprio sostegno. L’Assessora Luisa Ceni ha sottolineato come “portare l’opera nei quartieri significhi rendere accessibile a tutti un patrimonio immateriale dell’umanità”.
Una sinergia crescente tra pubblico e privato che si traduce non solo in numeri, ma in un impatto culturale profondo, in grado di “ispirare, unire e generare benessere collettivo”, come sottolineato da Gian Luca Rana.
“67 Colonne” non è più solo un progetto, ma un esempio. E Verona, grazie alla sua Arena, si conferma un faro internazionale della cultura e dell’impresa sociale.


















