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Cortile di Giulietta, comunicazione “fuorilegge” del nuovo gestore: parte la diffida del Comune

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“Spiace che il gestore abbia agito in totale spregio del lavoro svolto finora per garantire la massima sicurezza in un luogo così sensibile come il Cortile di Giulietta, e il cui iter è ora alle fasi finali”. Con queste parole, l’assessora alla Sicurezza Stefania Zivelonghi commenta la bufera scoppiata attorno alla nuova attività commerciale Tiramisocial srl, recentemente aperta in via Cappello, a due passi dal celebre balcone shakespeariano.

La scintilla? Una campagna social promossa dal negozio che invita i turisti a “saltare la coda” accedendo al Cortile di Giulietta direttamente dalla porta interna dell’esercizio. Una scelta definita “distonica rispetto agli indirizzi e alle misure attuate dalla giunta” e che ha portato il Comandante della Polizia Locale Luigi Altamura a inviare una diffida ufficiale ai titolari dell’attività.

La comunicazione, inviata proprio nella giornata del 23 aprile, sottolinea come questo comportamento possa compromettere seriamente la sicurezza del sito, specialmente in un periodo in cui il Cortile è soggetto a cantieri e contingentamenti, con la capienza temporaneamente dimezzata da 120 a 60 visitatori.

“L’apertura dell’attività commerciale nel weekend pasquale, supportata da una massiccia campagna di comunicazione che sfrutta l’immagine di Giulietta soprattutto sui canali social, ha causato disorientamento e alcuni problemi di gestione all’interno del Cortile”, ha spiegato l’assessora alla Cultura Marta Ugolini, aggiungendo che la società non ha mai aperto un canale di dialogo con l’Amministrazione.

La giunta Tommasi, sin dal 2022, ha avviato un iter per la ristrutturazione degli ingressi e la valorizzazione culturale del luogo, meta ogni anno di migliaia di turisti da tutto il mondo.

L’obiettivo, ribadito da Zivelonghi, resta quello di garantire “un turismo rispettoso e sostenibile” e permettere alle nuove attività imprenditoriali di operare senza danneggiare la fruibilità e la sicurezza di uno dei simboli di Verona. La diffida, quindi, è un segnale chiaro: nessuno può giocare con il cuore della città per una manciata di click.



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