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Pesce d’Aprile amaro: Arena e Casa di Giulietta chiuse, ma per il Comune Verona ha due anfiteatri

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Non è uno scherzo, anche se cade il 1° aprile: Arena e Casa di Giulietta, i due monumenti-simbolo di Verona, sono entrambi chiusi. Una situazione senza precedenti, nemmeno durante i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. Eppure il Comune si dichiara “incolpevole” per i lavori che ne impediscono l’accesso.

A denunciarlo, con tono ironico ma dati alla mano, sono le guide turistiche abilitate di Ippogrifo, che mettono in luce un altro elemento surreale: per il Comune di Verona esistono due anfiteatri. Uno, ovviamente, è l’Arena in piazza Bra. L’altro? Quello che nel sito istituzionale museiverona.com viene chiamato “anfiteatro romano” ai piedi di colle San Pietro… ma che in realtà è il Teatro Romano.

Una confusione che si riflette anche nel call center indicato dallo stesso portale. Premendo il tasto 7, la voce registrata promette informazioni su “museo archeologico e anfiteatro romano”, ma poi snocciola gli orari del teatro. Se invece si preme il tasto 1 per l’Arena, una voce rassicura: “L’anfiteatro Arena di Verona è aperto dal martedì alla domenica…” — peccato che da ottobre sia spesso chiusa o accessibile solo mezza giornata.

“Da sei mesi si continuano a fornire informazioni sbagliate, proprio ora che la città è già piena di turisti e scolaresche”, scrivono le guide di Ippogrifo. Le loro segnalazioni non sono bastate: il Comune ha risposto con un comunicato accusandole di “polemiche strumentali” e ha negato che il call center desse notizie errate, nonostante telefonate registrate da tour operator provino il contrario.

“Il personale dell’impresa che gestisce la biglietteria riporta esattamente le informazioni del sito”, si legge nel comunicato del 27 marzo. Ma ora le registrazioni sono di nuovo accessibili, dopo una misteriosa sospensione del servizio.

“Purtroppo né assessore né dirigenti ‘competenti’ si curano minimamente di verificare alcunché”, lamentano le guide, accusando il Comune di diffondere “comunicati scioccamente menzogneri”. E con una nota di sarcasmo finale, lanciano un invito al sindaco: “Nel prossimo ritiro spirituale in convento con la giunta, magari si affronti anche l’ottavo comandamento: non dire falsa testimonianza.”

Un Pesce d’Aprile che, a Verona, ha il sapore dell’imbarazzo.



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